Campagnaro: “Il nuovo allenatore dà motivazioni e carica incredili”

Nel giorno della presentazione dei due nuovi difensori nerazzurri il 7 è il numero in comune: 7 gli anni passati dall’addio di Andreolli in nerazzurro, 7 gli anni consecutivi che Campagnaro riabbraccia il suo mister Mazzarri. L’ex Chievo torna a casa nel ricordo di Facchetti e ammette “Non avevo archiviato l’idea di tornare a riconquistare la maglia; l’argentino invece elogia Mazzarri. “Ci dà la carica. Non abbiamo paura di nessuno”.

Comincia Andreolli che parla del suo ritorno in nerazzurro: “E’ ritorno a casa. Quando ho lasciato l’Inter 7 anni fu il giorno più triste della mia carriera. Ritornare dopo parecchi  anni è un orgoglio indescrivibile. Ho un ricordo straordinario di Giacinto perché quando sono arrivato in prima squadra mi consigliava e mi aiutava ed era un uomo che non parlava molto ma toccava i tasti giusti”.

Prosegue Campagnaro che parla del suo recente passato: ” 5 anni fantastici a Napoli. Ho lasciato un bel ricordo lì, ma ora arrivo in una società con storia. Quest’anno è l’anno in cui darò tutto, poi vediamo cosa si può fare”.

Sul fatto che Campagnaro, curiosamente riabbraccia ancora Mazzarri: “Non mi aspettavo Mazzarri qui, era stata coincidenza a Napoli dopo l’esonero di Donadoni.  E’ il settimo ritiro con il mister e voglio aiutare gli altri ad assimilare i suoi metodi. Lui è sempre molto carico, come al primo anno alla Samp.

Cosa darai a Guarin per averti lasciato il 14? E’ stato un gesto che ho apprezzato anche perché ha fatto bene con quella maglia l’anno scorso.

Argentini? “Mi adatterò meglio perché siamo in 12 connazionali, mi fa molto piacere. Mi devo ambientare solo alla città, ma ambientarmi non è un problema.

Lottare per il posto titolare? Già dal primo anno con Mazzarri arrivavo dalla serie B e mi sono guadagnato il posto. Devi fare di più per guadagnare la titolarità. Noi siamo qua per dare una mano.

Senza coppe è un vantaggio? Giocare meno partite ti aiuta a lavorare meglio però le squadre sono preparate e più motivate  a vincere contro l’Inter.

Proverete la difesa a 3? L’ultima esperienza dell’Inter non è stata la migliore, ma se la fai bene è l’idea giusta, che dà i milgiori risultati.

Tre motivi per mettere paura alla Juve? Motivazioni nuove, allenatore nuovo che porta carica e un’idea diverse.

Hamsik alla Kovacic? Per me sì. Io non lo avevo mai visto ma mi ha impressionato molto in allenamento. Può diventare come Marek: è intelligente tatticamente, se non di più.

Mercato? E la società che decide.

Juve troppo forte? Non abbiamo paura di nessuno.

Fonte: Sport Mediaset