Si celebra la rinascita di Cambiasso: il Cuchu si riprende i tifosi nerazzurri

Dici Inter e pensi subito a Javier Zanetti, non fosse altro per la strabiliante continuità fisica dell’esterno argentino che a quaranta anni suonati ancora corre come fosse un ragazzino; tuttavia non bisogna essere attenti tifosi interisti per asserire che un altro giocatore estremamente solido è Esteban Cambiasso, alla nona stagione in nerazzurro coi quali ha totalizzato, considerate tutte le competizioni, la bellezza di 364 presenze (una media di 40 gare stagionali); che il Cuchu fosse una delle colonne imprescindibili dell’Inter dell’ultima era morattiana non c’erano dubbi, piuttosto i tifosi del Biscione contestavano al mediano di Buenos Aires il suo calo di rendimento degli ultimi tempi.

L’anno passato giocò sia con Gasperini che con Ranieri che con Stramaccioni, le sue prestazioni (insieme a quelle di tutta la squadra, c’è da dirlo) furono però al di sotto dei suoi standard: Cambiasso non ce la faceva più, correva poco, si faceva superare a centrocampo senza troppi complimenti e aveva anche perso la Nazionale Argentina, mai visto e preso in considerazione dal ct dell’Albiceleste Alejandro Sabella. A 32 anni, mica poi così tanti, si pensava che Cambiasso avesse imboccato il viale del tramonto, alle ultime fermate di una carriera comunque da campionissimo. Niente di più sbagliato, lavoro e abnegazione, ma anche un vestito tattico, quello disegnato da Stramaccioni per l’Inter, che più si addice a lui, il risultato è che Cambiasso sta vivendo una seconda giovinezza calcistica.

Contro il Bologna, nell’ultima uscita dei nerazzurri, è stato senza ombra di dubbi il migliore in campo: un assist, su calcio di punizione per la testa di Ranocchia (azione fotocopia a quella proposta nel derby, quella volta per la testa di Samuel appostato sul secondo palo), un gol con lo scavino a suggellare il risultato, la gara del Dall’Ara non è stata che la punta dell’iceberg per Cambiasso. Che, dall’alto della sua esperienza, non si è di certo esaltato o scomposto:

“La cosa più importante è che l’Inter sia in forma e sono felice per questo. Quando tutta la squadra gira tutti riusciamo a dare il meglio. Siamo contanti di questa vittoria e della prestazione, con questo modulo stiamo giocando bene e noi centrocampisti abbiamo più possibilità di inserirci in avanti. Juventus? Dobbiamo pensare prima alla Sampdoria, senza pensare alle gare che vengono dopo”.

Indubbiamente la presenza al suo fianco di instancabili corridori come Mudingayi e Gargano ha facilitato il lavoro all’ex Real Madrid che è ben presto diventato il vero punto di riferimento di Andrea Stramaccioni: 9 presenze in campionato e 7 in Europa League (sempre titolare tranne contro la Roma), 4 assist e due gol (al Vaslui, oltre che al Bologna), gioca per la squadra, lotta in mezzo al campo, imposta e si inserisce. Contro la Sampdoria potrebbe riposare in vista del big-match di sabato prossimo allo Juventus Stadium: il condizionale è d’obbligo, perché di questi tempi Stramaccioni fa davvero fatica a rinunciare a un ragazzino di nome Esteban.

Fonte: calcioblog.it