Calciopoli, la Cassazione: “Dimostrata l’associazione a delinquere”

L’avvocato del Bologna Bruno Catalanotti riporta alcuni passaggi delle motivazioni della sentenza legata al processo di Calciopoli: “Sono proprio i diretti contatti tra gli emissari della società che avevano concorso a predisporre le griglie arbitrali e l’arbitro definitivamente sorteggiato, a costituire la prova dell’inquinamento complessivo del sistema, iniziato con la predisposizione delle griglie, e dunque della piena operatività di un sistema ben organizzato costituito da soggetti a vario titolo e con vari ruoli, intenzionati a porre in essere condotte penalmente illecite dirette a influire sul campionato di calcio di serie A 2004-2005“.

L’alterazione delle partite di campionato”, si legge in un successivo passaggio, “può benissimo essere perseguita e ottenuta attraverso una pluralità coordinata di condotte di altro tenore in vista di una manipolazione delle gare, di cui la predisposizione delle griglie rappresenta l’inizio del sistema illecito. La conseguenza è l’insidiosità, penalmente valutabile” della partecipazione dei dirigenti del calcio alla predisposizione delle griglie, in modo da poter inserire, con il beneplacito dei designatori arbitrali, giudici di gara considerati ‘vicini’ al proprio gruppo di interesse”. E ben si spiega, per la Corte, “in tale ottica, l’intervento a tutela dell’imparzialità arbitrale da parte di organismi della stampa specializzata opportunamente e sapientemente manovrati dietro le quinte dall’onnipresente duopolio juventino Moggi e Giraudo (quale provetta ‘spalla del primo’) in modo da far passare davanti all’opinione pubblica l’immagine non solo imparziali, ma anche tecnicamente competenti e degni di plauso“.

La Cassazione ha dichiarato la prescrizione dell’associazione a delinquere contestata all’ex dg della Juventus Luciano Moggi e all’ex ad bianconero Antonio Giraudo, condannati dalla Corte di appello di Napoli a due anni e quattro mesi e un anno e otto mesi. Sono rimaste confermate le condanne  al risarcimento dei danni a favore delle parti civili, tra cui quella di Giraudo a favore del Bologna. Quanto alla sussistenza dei delitti contestati, osserva il legale, la Cassazione ha respinto tutti i 13 motivi di ricorso di Giraudo.