Calcio e business, il ritratto di Erick Thohir

State tranquilli Erick Thohir di calcio ne sa. E’ uno che studia. Racconta subito che ha iniziato come tifoso della nazionale olandese. In indonesia, da bambino, quando in tv si vedevano soltanto i mondiali. E allora il divertimento era scommettere col fratello. Chi perdeva mangiava peperoncino! Niente acqua per 15 minuti. Una tortura. L’interesse per i club e’ arrivato dopo.

Come la passione per Nicola Ventola e se gli si chiede – ‘perche’ proprio lui?’ – risponde che tutti sono bravi a tifare Rumenigge, altra cosa e’ conoscere bene gli altri. Gli altri, appunto, ma dei giocatori di oggi non vuole parlare. Troppo presto per mettersi a dare giudizi. Il suo e’ un approccio non aggressivo, di uno che tiene molto alla sintonia con Moratti, a una costruttiva collaborazione. Un dialogo che si fa piu’ intenso quando a Jakarta e’ notte e in Italia l’Inter e’ in campo. Uno scambio serratto di messaggini fra i due. Il tifo a casa davanti alla tv, in rigoroso silenzio per non svegliare i 4 bambini che dormono.

Gli piace l’allennatore Mazzarri e il modo in cui gioca la squadra e questo e’ il punto di partenza. A meta’ novembre arrivera’ a Milano e allora incontrera’ il team. Quale sia il suo modello di crescita di una squadra si evince dalle sue avventure sportive in america. In Nba a Philadelphia, nel calcio a Washington. Valorizzare il locale, pensare globale. Come dire che bisogna far crescere talenti italiani e posizionarsi al meglio come club a livello internazionale.

Perche’, in Asia come in America, c’e’ moltissima gente pronta a tifare Inter. E girando per le vie di Jakarta il discorso prende senso. Le maglie dei team europei sono ovunque. I ragazzini giocano a calcio fingendosi Alvarez e Milito. E, ad interrogarli, sanno tutto, perche’ la domenica sera si guarda la serie A, come un evento, davanti ai maxischermi nei centri commerciali. Ed in fondo il mondo da cui viene Erick Thohir per molti versi non e’ molto distante dal nostro. Quel che conta e’ ricordarsi che per fare business sono necessari valori e passione, dice. E saluta, rimandando l’appuntamento all’Italia.

Fonte: Sport Mediaset