“Buona la prima” L’Inter batte l’Hajduk 3 a 0: analisi del partita

“Buona la prima” direbbero Ale e Franz (noti comici di Zelig).
La prima uscita ufficiale dell’Inter targata Andrea Stramaccioni è una passeggiata di salute, asfaltando senza neanche troppo impegno la povera Hajduk di Spalato un po’ come il dream team a stelle e strisce.
Un’analogia con il Team USA impegnato alle olimpiadi c’è: in una competizione che ci vede favorite al passaggio per le fasi finali, nelle qualificazioni con il minimo sforzo portiamo a casa l’intero bottino.
Uno stadio quello di Poljud con una cornice di pubblico invidiabile da tutta Europa, tifosi che nonostante ipotizzassero il risultato finale, erano li accanto ai loro beniamini incitandoli anche a fine partita come se avessero vinto la Champions League, esempio di correttezza sportiva e di attaccamento alla maglia che in Italia, ahimè, ci sogniamo e penso non raggiungeremo mai.
Fa strano vedere l’Inter giocare già di giovedì, in più, in chiaro su LA7 e con la telecronaca dell’insormontabile Bruno Pizzul, si, sono onesto, sembrava improvvisamente di viaggiare nel tempo e ritornare a dieci anni fa e ad un tratto era diventato “tutto molto bello” guardando “una partita comunque gradevole”.
Parte bene l’Inter, in completo rosso, tenendo a bada per i primi 10 minuti un Hajduk che, prevedibilmente, sarebbe partita forte con l’entusiasmo e la foga di giocarsi davanti al proprio pubblico una qualificazione per l’Europa League. Al 18’ ecco “Sneijderman” alzare i ritmi di gare e insaccare la porta dell’incolpevole portiere Blazevic, dopodiché nulla da pervenire sino al 45’ quando Nagatomo segna lo 0 – 2 in collaborazione con il difensore Maloca. Inter sempre con molta superficialità dato l’avversario ma non si arrende e mette “l’ombrellino nel long drink” al 73’ con una magia di Coutinho sempre più in crescita e sempre più sotto l’ala protettrice di Strama.
Andata in cassaforte, qualificazione anche. Analizziamo i nostri reparti:
Linea difensiva nel primo tempo quasi impeccabile. Handanovic senza voto non si sporca neanche i guanti, Jonathan benino in fase offensiva (ricorda un parente di Maicon) male in fase difensiva, proprio dalla sua parte arrivano le azioni più pericolose degli avversari. Silvestre da rivedere, molti errori soprattutto tecnici, credo che al momento Stramaccioni stia optando per Chivu centrale in quanto unico difensore con una buona dose di tecnica e che possa impostare già dalla retroguardia. Ottimo Samuel, sempre a mettere le pezze sugli errori dei propri compagni di reparto come da qualche anno a questa parte, Nagatomo ancora con il freno a mano tirato.
Centrocampo Esemplare. Zanetti migliore in campo, sembra che l’età non gli pesi neanche un po’, dribbla come Pelè (e già lo sapevamo) e nella posizione che lo ha visto esordire con i nerazzurri decenni fa è ancora insostituibile. Cambiasso ancora appesantito ma detta sempre i tempi giusti, Guarin in forma straordinaria, averlo cosi tutto l’anno risolve i problemi del top player a centrocampo. Sneijder ancora lento, data le settimana e mezzo di allenamento, inventa calcio per i primi 45’ poi si eclissa e lascia il posto a Coutinho: gli aggettivi sono terminati; è cresciuto quest’anno in prestito e sarà l’erede ufficiale di Wes, e, con il presunto arrivo di Lucas, potranno divertirsi a ritmo di Samba. Palacio, l’uomo in più di quest’estate nerazzurra è imprendibile ed è il partner ideale per Milito che ancora deve carburare per essere al top a fine agosto. Un plauso va al giovane Livaja che rileva il Principe e si prende una tuonata di fischi ingiusti, perche, alla sua età, non si tradisce ancora la maglia che indossavi per i soldi.
Insomma Inter superficiale ma d’altronde le motivazioni con l’Hajduk sono comprensibili, l’impronta di Strama c’è, a parer mio bisogna rivedere la coppia centrale decidendo chi dovrà affiancare Samuel, speriamo in un arrivo sulle corsie laterali e onoriamo la competizione, l’Inter quest’anno dirà la sua e la dirà a voce alta.

Amala

Gianmarco Valenza