Buon compleanno, Bonimba!

Credo nelle rovesciate di Bonimba…

Quanti ricordano questa frase? Forse non in molti, perché la suddetta, non fa parte di qualche episodio calcistico, bensì di una pellicola cinematografica. La pellicola è Radiofreccia, di Luciano Ligabue, del 1998, e rappresenta l’incipit di uno dei monologhi più belli del cinema italiano. Ligabue essendo un noto cuore nerazzurro, decise di omaggiare il centravanti più completo della storia dell’Inter, ricordando le sue indiscutibili capacità tecniche. Il soprannome era quello di Roberto Boninsegna, numero nove per antonomasia della formazione nerazzurra.

Settantatré anni di Inter e tradimenti
Bonimba, compie oggi 73 anni, e nel suo cuore c’è sempre stato spazio per una sola squadra: l’Inter. Questo, nonostante non ci sia stato un comportamento esemplare da parte della società nerazzurra nei suoi confronti.  L’episodio che meglio incarna il tradimento, è lo scellerato scambio con Pietro Anastasi, avvenuto nell’estate 1976.

“Presidente, ci vada lei alla Juventus!”
Una telefonata dell’allora Presidente Ivanoe Fraizzoli, che lo informava dello scambio con l’attaccante della Juventus, suscitò una reazione da tifoso nerazzurro vero. Senza fronzoli, Bonimba rispose al magnate milanese di non voler andare a Torino, ma oramai non si poteva sovvertire l’ordine degli eventi.

Seconda giovinezza
Per quanto sia brutto da dire, da tifoso nerazzurro, Boninsegna in bianconero visse una seconda giovinezza, che lo portò a vincere due campionati, una Coppa Uefa e una Coppa Italia. Non tutte le storie d’amore hanno un lieto fine.

Centravanti di sfondamento, ma non solo
Negli anni all’Inter, Boninsegna segnò goal a grappoli, e si dimostrò il numero nove più completo della storia nerazzurra, dando inizio a una tradizione favorevole, che arriva oggi sino a Mauro Icardi. Tecnica, stacco imperioso e abilità nei calci di rigore, sono le caratteristiche che lo hanno reso uno dei personaggi più famosi e meritevoli del favoloso calcio italiano degli anni ’60/70.

TANTI AUGURI, ROBERTO!