Buffon – Lazio: Le verità non dette?

Vi sembrerà strano vedere come su un sito prettamente nerazzurro, ci si occupi di un personaggio che viaggia in direzione diametralmente opposta ai nostri colori. Lo facciamo perchè crediamo sia nostro compito raccontare sempre e comunque la verità, soprattutto laddove quest’ultima, per qualche arcano motivo, rischia di rimanere occultata per volere dei maggiori media.

Veniamo al fatto: Tutti ricorderete il recente incontro di campionato tra Lazio e Juventus, a fine gara, come avviene di consueto da qualche anno a questa parte, il portiere bianconero “Gigi Buffon” si reca sotto la curva laziale ed omaggia i tifosi avversari.
Questo gesto verrà raccontato come tributo di una tifoseria molto sportiva nei confronti di un grande campione che simboleggia il calcio italiano. Ma è davvero così ? La verità è questa o dietro potrebbe esserci dell’altro? 

Facciamo qualche passo indietro: Ricorre l’anno 1999, è il mese di Settembre e Buffon, allora portiere del parma, sotto la tradizionale casacca della squadra emiliana indossa una maglietta scritto di suo pugno, recitante un famoso slogan fascista:“Boia chi molla“. Piovono le critiche sul giovane portiere, la stampa lo attacca ma lui si difende affermando di non saper assolutamente quale fosse la provenienza di quello slogan.
Bisogna credergli? ma si dai, tuttavia è un ragazzo e per giunta è la prima volta che si esprime in tal senso. Non facciamo la figura del solito paese di accusatori e crediamo nella buona fede di Gigi, almeno fino a prova contraria. Appunto.

Siamo nel 2000, sempre nel mese di Settembre ed ancora Buffon, decide di scendere in campo con la maglia numero 88, fatto abbastanza curioso per un portiere. Ma perchè proprio quel numero? perchè scegliere un numero che per la simbologia nazista ha un significato così esplicito? Lo sanno tutti che l’88 simboleggiava il saluto “Heil Hitler“. Ci risiamo, la stampa questa volta è meno dolce nell’approccio al portierone che ancora una volta si difende e lo fa ripescando una vecchia frase gia usata in passato: Non sapevo cosa significasse l’88, è stata solo ignoranza” Gli crediamo? Ma si dai, tutto sommato quell’88 non è poi così famoso no? crediamogli, almeno fino a prova contraria.. Appunto

9 Giugno del 2011, Gigi Buffon, intervistato dai giornalisti in relazione allo scandalo “calcio scommesse” dichiara che il paese italiano deve essere più garantista nei confronti di calciatori o più in generale di persone indagate, contro le quali non è stata emessa alcuna sentenza, al portiere della nazionale non piace vedere pubblicati sulle prime pagine dei quotidiani, nomi di persone che poi magari risulteranno essere innocenti solo dopo esser stati infangati per bene. Fin qui il discorso è condivisibile, ma solo fin qui, perchè improvvisamente Gigi scivola clamorosamente dichiarando:”Siamo sempre l’Italia di piazzale Loreto, basta un nome in prima pagina e tutto viene infangato, quando il fatto per ora non è chiaro”
Cosa voleva intendere? Tutti sappiamo cosa è accaduto in piazzale Loreto il 28 Aprile del 1945 in quel luogo venne esposto il corpo senza vita di Mussolini. Cosa significano le parole di Buffon?  Che l’Italia è un paese pronto ad ammazzare ed appendere in piazza persone innocenti?
Cosa facciamo? crediamo ancora a Buffon fino a prova contraria?

Nel frattempo la curva laziale, notoriamente esposta politicamente, inizia ad intendere il  probabile credo politico del portiere juventino e della nazionale, spostando le proprie simpatie verso di lui ed acclamandolo ogni qual volta capiti di incontrarlo. Addirittura chiedendogli, in una circostanza, di inscenare il saluto fascista, cosa che Buffon, “sorridendo” evita di fare.

Dunque quel saluto di fine gara è davvero frutto di un’amichevole simpatia tra portiere e tifoseria o qualcosa di più. Ricordiamo che avere preferenze politiche in Italia non è reato, è vietata semplicemente l’apologia al fascismo, e l’apologia non è la manifestazione delle proprie idee quanto un discorso in difesa di qualcuno o qualcosa atto a difendere se stessi o altre persone, come anche idee e dottrine(questo è quanto riporta Wikipedia).

Dunque non facciamo la morale a nessuno, ognuno conservi le proprie idee, ciò che per noi è fondamentale è la sacralità del vero. Forse non potremmo mai affermare con assoluta sicurezza quale sia il vero motivo di quel saluto ma di sicuro non possiamo fare a meno di prendere in considerazione tutti i fatti che abbiamo sotto gli occhi e lo facciamo perchè ci teniamo che l’Italia non passi come il solito paese che nasconde il grumetto di polvere sotto il tappeto.