Bonolis: “Con Mancini una scossa. Il mercato? Se si vuole puntare in alto servono anche i big”

A poche ore dalla sfida dell’Olimpico tra la Roma e l’Inter, sua squadra del cuore, il noto conduttore televisivo Paolo Bonolis rivela ai microfoni di FcInterNews.it le sue sensazioni in vista di questo match molto importante per gli uomini di Roberto Mancini, chiamati a confermare il trend positivo del nuovo tecnico e a provare a fermare la corsa dei giallorossi di Rudi Garcia.

Bonolis, stasera andrà a vedere la partita? Che sensazioni ha, considerate anche le dichiarazioni di Roberto Mancini che ha invitato la squadra a giocarsela, messaggio magari diverso da quelli di Walter Mazzarri che si nascondeva spesso dietro qualche paura di troppo?
“Sì, stasera sarò all’Olimpico. Io credo che i giocatori e la società non devono avere paura di affrontare partite difficili, visto che gare come queste fanno parte del campionato, dove ci sono partite difficili come quelle più abbordabili. La Roma secondo me è nettamente superiore per uomini e per gioco all’Inter, ma affrontarla già con lo spirito di non accettare un esito già scritto rende tutto più affascinante. Poi bisognerà vedere se la volontà, l’impegno, il tatticismo e la buona sorte ti accompagneranno. Sulla carta sono più forti loro, ma se le partite fossero tutte già definite per ciò che dice la carta sarebbe una noia mortale. Vediamo cosa succede stasera”.

Con Mancini nutre qualche speranza in più per la partita e, più a lungo raggio, per la corsa al terzo posto o per l’Europa League?
“Più a lungo raggio senza dubbio, per questa partita non so dirlo. In Italia Juventus e Roma hanno una forza superiore rispetto a tutte le altre squadre, però ce la dobbiamo giocare, ed è quello che non siamo riusciti a fare. Mancini è qui da pochissimo ma la squadra ha una nuova sfrontatezza, lo abbiamo visto al derby come al Dnipro; questo anche se abbiamo appena cominciato il percorso con lui. Credo che Mancini avrà delle difficoltà da mettere a punto, ad esempio una rosa con dei giocatori che non hanno quelle caratteristiche che vengono millantate. Nella partita col Dnipro, si è visto per l’ennesima volta un Fredy Guarin sbagliare 10 passaggi su 12, e questo è terribilmente penalizzante per il centrocampo, pur scusandomi con lui. Non nego l’impegno, ma è difficile avere un centrocampo che sbaglia tanti appoggi anche elementari per tutto il resto della squadra. Mi auguro che Mancini possa mettere a posto queste cose, forse tranquillizzando il giocatore nelle giocate, dandogli una serenità maggiore: non posso pensare che uno come lui che ha giocato anche a livelli importanti debba consegnare tante ripartenze agli avversari ogni partita”.

Vedendo Kovacic da esterno, oltre ad altri giocatori adattati, lei pensa che questo sia un modo di Mancini per chiedere a Thohir uno sforzo a gennaio? E quali giocatori consiglierebbe all’Inter?
“Mi sembra che lo sforzo lo abbia chiesto molto direttamente; bisogna fare di necessità virtù perché due esterni offensivi non ce li ha, e quindi deve adattare alcuni giocatori per coprire il campo. Kovacic non ha convinto tantissimo non essendo un esterno naturale, che poi provi a fare del suo meglio lì è un conto ma se metti Samir Handanovic a centrocampo fa qualche bella cavolata anche lui. Ci sono delle caratteristiche che devi avere in certe zone del campo, un centrocampista può essere esterno, interno, anche interditore. Ma l’esterno deve saltare l’uomo e avere un passo che permetta di diventare efficace nell’azione, e Kovacic non ha questa caratteristica. Il paragone con David Silva? Silva ha una mobilità maggiore rispetto a lui. Ci sono dei chip che per essere cambiati richiedono molto tempo, se lui va a giocare esterno sinistro è ovvio che faccia poco bene, perché il suo cervello si muove in altri schemi. Potrà fare altrettano poco bene per diverse partite, perché si sta adattando; poi chissà, Mancini può anche ottenere un buon risultato. Ma non si può crocefiggere Kovacic perché non gioca bene, perché non può farlo. Poi magari diventerà un ottimo esterno, ma al momento è come chiedere a qualcuno di fare qualcosa che non ha mai fatto fino ad adesso e avere anche quelle caratteristiche senza averle né sviluppate né naturali. Palacio magari è più adatto, ma poi finisci con lo scoprirti dall’altra parte. Non ci sono esterni, lui li ha chiesto”.

Mazzarri ha fatto determinate scelte sul mercato, come i tre attaccanti che alla fine sono stati penlizzanti visto che è difficile trovare un allenatore che giochi con una sola punta. 
“Ma io credo che anche Walter Mazzarri abbia chiesto esterni, il suo gioco si fonda sugli esterni; ma se non glieli prendono che deve farci”.

Quindi a gennaio basta un esterno?
“Io credo ne servano due di esterni offensivi, ma poi vanno posti degli obiettivi. Se l’Inter vuole restare tra coloro che sono sospesi, credo che un paio di esterni servano sia a centrocampo che in attacco. Se invece si vuole puntare in alto servono 4-5 giocatori di cui due di altissimo livello”.

La scelta di Mancini secondo lei ha ammorbidito il rapporto tra Moratti e Thohir?
“Io non entro in questo tipo di argomenti, perché stiamo parlando di due persone che reciprocamente hanno valutato come conveniente l’affare. Poi se si stanno sulle scatole perché si fanno scelte in un certo modo fa parte dei rapporti interpersonali. Credo che la scelta di Mancini sia stata condivisa da entrambi per poter dare all’Inter una scossa che serviva”.

Mancini ha anche riavvicinato i tifosi.
“Certamente, ma i tifosi non si erano allontanati solo per colpa di Mazzarri, ma per una somma di circostanze. Mazzarri pratica il gioco che necessita esterni forti, quando ha avuto risultati aveva gente come Cavani, Hamsik, Maggio e Zuniga che l’Inter non ha e quindi non poteva fare bene con quel modulo. Non so se Mazzarri ha chiesto certi giocatori e poi non li ha avuti, però all’Inter la situazione era di stallo assoluto perché in campo al di là dei risultati non succedeva nulla. Con Mancini c’è stata la scossa, se poi pagherà come risultati non so. Però deve fare i conti con una rosa che ha accettato per venire all’Inter, pertanto mi auguro che a gennaio e in estate si crei una rosa che assomigli almeno al 70% ad un’Inter secondo le volontà di Mancini”.

FONTEfcinternews.it