Bonolis: ”Buon mercato, però manca ancora qualcosa. Arbitri? Va così da anni…”

Paolo Bonolis
Paolo Bonolis

Che Inter vedremo quest’anno e come deve essere valutato il primo segmento di Erick Thohir nella storia nerazzurra? Questo e altro abbiamo chiesto a Paolo Bonolis, lo show-man interista che spesso e volentieri sa incarnare con lucidità e competenza l’umore del tifoso nerazzurro.

Bonolis, partiamo dal mercato: un tuo giudizio.
”Un mercato in sintonia con le esigenze della società. Bene Ausilio con quello che aveva a disposizione, vista la chiusura delle operazioni importanti di Thohir con le banche. Guarin poteva far mercato, invece resta sperando possa rendere in questa stagione. Si è in costruzione, ma tra gennaio e la prossima estate si potrà poi tappare le ultime falle dell’organico”.

Cosa manca ancora all’Inter?
”Per come la vedo io, manca un attaccante in grado di saltare l’uomo e ribaltare velocemente il fronte dell’azione. Così come, probabilmente, non sarebbe male avere due esterni di centrocampo con maggior qualità. E’ arrivato Dodò, che ancora deve dimostrare tutto. Abbiamo esterni buoni, ma non credo si possa parlare di elementi in grado di farti fare il salto di qualità in una zona del campo così nevralgica per il gioco che vuole Mazzarri”.

Sul lavoro di Mazzarri cosa si può dire?
”Credo abbia compreso quello che è accaduto lo scorso anno. A Torino, anche per i problemi di Osvaldo, non ha potuto realizzare quello che avrebbe voluto, ma sicuramente quest’anno – a parte contro 5-6 squadre dello stesso livello – bisogna osare maggiormente. Non vorrei, e non credo sarà così, si tornasse a giocare al gatto col topo. Sulle ripartenze siamo carenti, manca colui che dà lo strappo. Lavezzi, Lamela… questi sono i giocatori che ti fanno fare la differenza in contropiede. Mi viene in mente il gol dell’1-0 del Milan con lo scatto di El Shaarawy”.

Piccola parentesi sugli arbitri: vista la direzione di Doveri bisogna temere un remake degli ultimi anni?
”Mi auguro di no, sempre lo stesso film. Qui non è questione di remake: non è mai finita. Ci sono stati due episodi in cui, come hanno detto tutti, l’arbitro ha sbagliato. E mi riferisco al rigore per il Torino e al rosso per Vidic. E, tra l’altro, se dai rigore a Quagliarella allora quello su Icardi ne vale tre. Non è che la gente parla per idea presunta: qui ci sono fatti oggettivi. E’ vero che siamo alla prima giornata, ma siamo anche al settantesimo anno di campionato…”.

Infine su Thohir: convince la gestione dell’indonesiano? E come vede il presunto addio anticipato di Moratti?
”Conosco Massimo e la sua famiglia. Lui è una persona cortese, intelligente, simpatica e adorabile. Nella sua gestione sono state prese decisioni ottime, alcune perfette e altre sbagliate, com’è nella logica delle lunghe gestioni appunto. Thohir è arrivato ora, si è fatto carico di un grande cambiamento e di operazioni bancarie organizzate e volute da lui. L’Inter punta ad avere una dimensione internazionale più che famigliare. Ora bisogna dargli tempo di fare le operazioni ottime come potrà farle, così come gli sbagli inevitabili a cui tutti vanno incontro. Non conosco la persona, mi auguro sia un gran signore come Moratti”.

Intanto i dati del bilancio sorridono, nonostante un mercato comunque importante.
”Sì, assolutamente. Credo che M’Vila e Medel siano buoni acquisti, che Dodò sia un buon giocatore, che Osvaldo sia un’ottima risorsa per l’attacco e che Vidic sia un difensore di classe e di storia. Ripeto: vista la tipologia di gioco di Mazzarri, bisogna migliorare sulle fasce e in attacco. Maggior qualità in queste due zone di campo per essere una squadra importante. Senza dubbio si vede una crescita rispetto all’anno passato ed è fondamentale che sia. Sarebbe fuori luogo il contrario. Il tutto potrà migliorare con la volontà di vittoria, che ci deve stare: si deve giocare con la voglia di vincere e non con la paura di perdere. Senza accontentarsi e senza cautelarsi: si rischierebbe di tornare a fare quella serie infinita di pareggi”.

Fonte: fcinternews.it