Boninsegna: “L’Inter a Torino per vincere. Tra i protagonisti vedo Eder e…”

Per analizzare JuventusInter è intervenuto l’ex bomber Roberto Boninsegna:

La Juve pagherà la stanchezza per la gara di Champions League?

“Certamente qualcosa si lascia giocando nelle coppe. L’Inter non ha questo problema perciò i nerazzurri si presenteranno in forma consci della grande importanza della sfida. La Juventus, giocando in casa, sarà comunque trascinata dal suo pubblico”.

Potrebbe già essere una giornata decisiva per lo scudetto, visto che il Napoli giocherà a Firenze?

“Anche il Napoli rischia grosso a Firenze, però in questo caso nessuna delle due ha vantaggi visto l’impegno in coppa di azzurri e viola. Probabilmente la Fiorentina punterà sul fattore campo come la Juventus ma sono partite di un certo livello in cui il fattore campo non sarà determinante”.

Si può ridurre Juve-Inter ad una sfida tutta argentina tra Dybala ed Icardi?

“Sono due giocatori importanti di queste due squadre però non credo siano solo loro due i giocatori a poter risolvere la partita in senso positivo. La Juventus ha una difesa eccezionale ed entrambe le formazioni non hanno un vero regista. Potrebbero essere fondamentali altre zone del campo. L’Inter non è ancora una squadra ben definita, mentre la Juve si. Ecco perché la gara offrirà vari spunti di interesse”.   

Ci può indicare un calciatore che potrà essere decisivo domenica sera?

“Di solito si fanno i nomi degli attaccanti, dunque nell’Inter direi Eder. Per la Juve, invece, vista l’assenza di Marchisio, un gran problema per i bianconeri, dico Pogba”.

Ci racconta la doppietta realizzata con la maglia della Juve all’Inter nella stagione ’76-’77?

“Io quella partita lì la preparai molto bene. Per me, andare alla Juventus, fu una sconfitta, credendomi una bandiera inamovibile dell’Inter. Poi dopo devo ammettere di aver trascorso tre anni meravigliosi della mia carriera alla Juve, tre anni di successi: scudetti, prima coppa europea della Juve ed una Coppa Italia. Rifiutai stupidamente il quarto anno di contratto per motivi personali. Preparai quella gara proprio per battere l’Inter, battere la mia squadra fin da bambino. Mi sono dimostrato un professionista serio perché in quel momento difendevo i colori bianconeri. Vincemmo 2-0 grazie alla mia doppietta. Mi son preso del traditore, del venduto, ma il mio carattere mi porta ad essere serio: in quel periodo ero un uomo della Juventus”.

FONTEfcinter1908.it