Beretta-Galliani-Unicredit: Lasciateci il sospetto

Ciò che andremo raccontando, altro non è che un particolare quanto anomalo intreccio di rapporti, casualità ed interessi comuni che, se solo non ci trovassimo in Italia, porterebbero a riflettere, ma tutto sommato siamo nel bel paese, un posto in cui gente pluricondannata, riesce ancora a strappare migliaia e migliaia di preferenze durante le elezioni nazionali riuscendo a far irridere l’intero paese dal resto d’Europa. Di fronte a tale scempio, cosa vuoi che importi se anche nel mondo del calcio si sente puzza di marcio? Peccato che dietro a tale sport, si muova la passione di buona parte della nazione che forse, la Domenica pomeriggio, riesce a chiudere (per 90 minuti) i propri problemi fuori la porta, sognando un gol, un colpo di tacco, un’azione spettacolare, frutto dell’inventiva e della spregiudicatezza di un campione che esprime il proprio talento su un campo rettangolare; Il calcio appunto, quello sport reso veritiero ed equo da un giudice di gara che in un’ora e mezza, deve garantire alle squadre che si affrontano, pari metodo di trattamento. Dunque l’arbitro in campo come il giudice nella vita, la legge è uguale per tutti. E’ un diritto che ci spetta. Ma siamo in Italia.  

Siamo in Italia e ci tocca leggere cose strane che le nostre menti bacate, troppo abituate al malcostume, intendano come impiccio, strane combinazioni che mal si combinano con l’onestà morale. Ma siamo sempre i soliti “malpensanti

E’ vero, il Milan ha comprato Balotelli, lo ha fatto in un periodo di crisi ma è stato lo sforzo che ha prodotto un presidente per accontentare i propri tifosi. No? ah no! Solo adesso apprendo che in realtà, l’acquisto di Super Mario è stato veicolato da una potente banca, l’Unicredit, che ha concesso al Milan un prestito di 20 milioni di euro da restituire più o meno in 4 anni. Si avete capito bene, la banca ha concesso al Milan un vero e proprio mutuo a tasso 0, in periodi di vacche magre come questo, che se a recarsi in banca fosse un comune lavoratore per chiedere un piccolo prestito, probabilmente verrebbe allontanato senza se e senza ma.

Come mai questo prestito e perché l’Unicredit? Non possiamo rispondere con certezza a tale quesito ma alcune coincidenze ci portano dritti dritti verso un sentiero a fondo chiuso. Procediamo con ordine.
Poco tempo fa, ci sono state le elezioni per il nuovo presidente della lega calcio, come è noto a tutti è stato rieletto Maurizio Beretta, non è stato facile arrivare a tale accordo, ed il buon Maurizio è stato scelto da 20 votanti, rappresentati dai presidenti delle squadre di serie A: 14 voti favorevoli, 2 schede nulle, 4 schede bianche. Tra le squadre contrarie alla conferma di Beretta c’erano: Inter, Fiorentina, Juventus, Roma, Sampdoria. Tra i voti favorevoli, quello del Milan di Adriano Galliani, il quale, ricopre le veci di vicepresidente di lega.
Alla fine delle elezioni, i due esprimono tutta la propria soddisfazione, rilasciando tali dichiarazioni:
Galliani- “Il fatto di aver trovato 14 voti favorevoli è un Miracolo e preferisco pensare a questo, rispetto ai 6 che invece hanno espresso un voto contrario. (come a dire, chi se ne frega di quelli, fatti loro)
Beretta-“Il ritorno di Adriano Galliani ai vertici della lega, è un segnale formidabile”
Insomma, se la cantano e se la suonano, tra i due sembra esser nata una bella, forte e duratura amicizia. Ah, che sciocchi, quasi  dimenticavamo di dirvelo; nel frattempo, Beretta, oltre ad essere il presidente della lega calcio, si diletta anche ad esercitare la manzione di Responsabile della struttura Idendtity per una nota banca. Quale? L’Unicredit.

Si sa, agli amici non si nega mai un aiuto e Galliani questo lo sa, quindi, molto probabilmente, sospinto dalla nobiltà di questo nobilissimo sentimento, (l’amicizia) si reca dal buon Maurizio a manifestare le intenzioni del club rossonero, badate bene, sono ipotesi….
Sempre secondo tale ipotesi, il Milan richiede un prestito di 20 milioni di euro all’Unicredit, lo ottiene ed al 31 Gennaio, durante il mercato di riparazione, sfrutta quei soldi per comprare Mario Balotelli.

 Da quel momento in poi, stranamente, non si capisce il perché, ma nel campionato italiano qualcosa cambia. Al Milan vengono concessi una miriade di rigori e falli dal limite dell’area, Balotelli realizzerà 12 gol, 6 dei quali, su palla inattiva (5 rigori ed 1 calcio di punizione). Il Milan senza Balotelli fa 37 punti in 22 gare, il Milan con Balotelli, totalizza 35 punti ma con bel 6 gare in meno, ovvero, 16. La rincorsa alla Champions della squadra rossonera è commovente, riesce a far piangere tutti, soprattutto la Fiorentina e la Lazio che ogni Domenica si vedono negare rigori su rigori, probabilmente, per la sola colpa di ostacolare il Milan verso una qualificazione in Champions League. Ad un certo punto i favori arbitrali nei confronti dei rossoneri diventano troppo imponenti e di fronte a tale evidenza, scende in campo addirittura Paolo Bonolis, dichiarando tutto il proprio sdegno nei confronti di un sistema che definisce viziato. “Hanno deciso di mandare il Milan in Champions” dichiara il noto conduttore che continua” La cosa è troppo evidente e non si può far finta di nulla, come se non bastasse, pian piano, una alla volta, hanno eliminato tutte le squadre che possono concorrere con il Milan ad un piazzamento Champions”

Il campionato si conclude e come già ampiamente descritto da Bonolis, il Milan si qualifica per la Champions League, riescono addirittura ad infiammare il copione, perdendo contro il Siena fino a 10 minuti dalla fine salvo poi recuperare con il solito rigore di Balotelli e vincere sospiratamente con un gol di Mexes. Non c’è che dire, sono proprio uomini di spettacolo in mediaset. Nelle casse dei rossoneri entreranno i proventi per la partecipazione all’Europa, molto probabilmente quei soldi potranno essere rigirati ad Unicredit (Che nel frattempo ha anche rinnovato il contratto di sponsorizzazione con la champions league, aprendo addirittura un comunicato sul proprio sito ufficiale) per saldare il debito e tutti saranno felici e contenti. Tutti tranne una, la Fiorentina che “causa sfortuna” ha lottato invano fino all’ultima giornata non riuscendo però a qualificarsi.
Quella Fiorentina, ricordate? La stessa che si era dichiarata contraria all’elezione di Beretta come presidente di lega.
Ma la legge non è uguale per tutti?