Bentornato Mancio!

 

14 Novembre 2014, un’altra data memorabile per i colori nerazzurri? Forse sì, dipende dalle prospettive. Di certo, visti gli standard degli ultimi mesi, degli ultimi 17 per esser precisi, impregnati dal torpore più assoluto, questa giornata non la dimenticheremo tanto presto, anche solo se si considera la bufera scatenata sui social dai tifosi interisti.

Walter Mazzarri, mai esonerato in carriera, è stato sollevato insieme a tutto lo staff, in un (apparentemente) tranquillo venerdì di metà autunno. Perchè questo è ciò che stava succedendo all’Inter, tutto filava “liscio”, nell’indifferenza più assoluta, ed il guaio è che stavamo anche abituandoci. Nella mia vita da tifosa non m’era mai capitato di essere circondata dall’apatia totale, dall’incapacità di emozionarmi e provare quel brivido che un tempo mi davano le partite dell’Inter. Ogni domenica si ripeteva il solito, misero copione, le solite parole, le solite facce di un post-partita che magari non avevamo più voglia di vedere, dopo lo scempio messo in campo. Si era quasi anche perso il gusto di vivere la magica ansia prederby, atteso quasi come una partita qualunque, come se fossimo pronti ad un’altra figuraccia.

L’Inter stava diventando una squadra senza punti di riferimento in cui riconoscersi, senza più quegli idoli carismatici, quelle bandiere che abbiamo sempre idolatrato nel corso degli anni. Il “mago” Walter aveva, suo malgrado, lanciato una sorta di maledizione, trasformandola in qualcosa di irriconoscibile.

Poi… come un fulmine a ciel sereno, è arrivata la notizia bomba che ha risvegliato anche gli interisti più distratti o disinnamorati: il nuovo mister nerazzurro sarà Roberto Mancini. Il suo nome era già stato fatto più volte, ma in fondo chi ci credeva!? Eppure, il Presidente Thohir in una sola mossa, che, ahimè, ci costerà fior di milioni, ha risvegliato mezza Milano.

L’arrivo del Mancio ha fatto schizzare l’entusiasmo alle stelle, pur consci che l’Inter che lasciò lui, nell’ormai lontano 2008, era ben diversa da quella attuale, ancora un cantiere aperto. Per alcuni è stata una sorta di liberazione, per altri una mossa sbagliata, che prosciugherà ancor più le casse nerazzurre, ma ciò che sicuramente cambierà ad Appiano, al Meazza e nelle menti e nei cuori di tutti gli interisti incollati alle tv sarà proprio la coscienza dell’inizio di una nuova era. Ci lasciamo alle spalle un anno e mezzo di tentativi mal riusciti, di scuse, di alibi, di formazioni prevedibili e dal gioco noioso, di partite che stentavi a vedere fino al 90esimo per quanto erano brutte. Il rammarico sta solo nell’aver voltato ancora una volta la pagina, di aver premuto ancora una volta il “Canc” per ricominciare, daccapo, per l’ennesima volta. Ma la sensazione generale è che sia davvero quella buona. Il Mancio è esattamente l’opposto di Mazzarri e credo che non ci metterà molto a richiamare anche gli interisti più scettici allo stadio.

D’altronde, come ci insegna qualcuno, il meglio deve ancora venire, no?