Bene Hernanes, ancor meglio Guarin: la “nuova Inter” riparte da loro

L’Inter vince finalmente la sua prima partita del 2014 e lo fa di misura, ma senza grandi patemi, contro il Sassuolo di Malesani che tra i migliori della serata presenta un Paolo Cannavaro davvero tirato a lucido. Un uomo “di Mazzarri”, di quelli che avrebbe voluto Mazzarri, che esce sconfitto insieme ai suoi compagni, scherzo del destino, proprio da una rete di quel Samuel che al suo ultimo anno di Inter gioca da esatto omologo nell’irrinunciata difesa a tre del tecnico toscano.

I riflettori però erano puntati sui due intermedi dello scacchiere interista per motivi strettamente legati alle vampate di mercato di gennaio come per la collocazione simmetrica dei due: gli identikit sono ovviamente quelli di Guarin ed Hernanes, mezzo destro come da ruolo ideale il primo (nel Porto esplose proprio lì dopo la cessione di Raul Meireles al Chelsea) e suo omologo il neo arrivato sistemato là dove sotto la gestione laziale di Petkovic ha dato prima il meglio e poi il peggio di se stesso.

Immaginando un confronto diretto tra i due, un duello virtuale, ne è uscito senza dubbio meglio il colombiano tenendo conto delle dinamiche di gioco. Più presente da subito Guarin al cospetto di un Hernanes che entra gradualmente in partita e onor del vero anche più vicino alla marcatura personale in almeno due circostanze.

Ma la valutazione deve asciugare l’impressione degli occhi e fermarsi soprattutto sulle richieste tecniche, piuttosto evidenti nello sviluppo del gioco in fase di possesso: colpiscono dati troppo sotto la media per la qualità dei due (70% di passaggi riusciti Hernanes, 29 palloni toccati in tutto Guarin) eppure di questa Inter sono stati un nuovo motore nel portare palloni verso il tandem Milito-Palacio.

Un motore organico, ancora poco supportato dai movimenti in appoggio da parte della retroguardia così come di un Kuzmanovic sempre piuttosto lontano perché bassissimo a schermare la difesa (già schierata a tre fissi salvo qualche incursione di Juan Jesus). Su questo c’è da lavorare perché le armi del gioco nerazzurro passeranno sempre più da questi due calciatori, e Mazzarri lo sa bene.

Ma cosa ha chiesto l’allenatore a Guarin e Hernanes? In partenza, immaginando una gara con cinque e talvolta sei giocatori costantemente in proiezione offensiva, a entrambi sono chiesti due posizionamenti di ricezione ben specifici, al di fuori dalle posizioni di partenza. A Guarin toccano lo sfondamento centrale nello spazio tra Cannavaro e Ariaudo nonché il supporto in fascia a Jonathan con il quale creare superiorità costante sulla fascia destra cercando di portare più palloni possibili in area o comunque attrarre fuori il terzo centrale e giocare quindi la parità numerica dentro con i due attaccanti.

L’interpretazione è molto buona, lì il Sassuolo ripiega sempre in modo affannoso, e palla al piede il colombiano dà sempre sensazione di fare la scelta giusta. Raramente conquista posizioni centrali, se non nelle transizioni veloci della ripresa, in quelle poche che non passano dalla classica palla profonda verticale per lo specialista Palacio.

Fonte: goal.com