Balotelli all’Inter: perché? Troppi contro, ci crede solo Mancini

Anche ieri Mario Balotelli è rimasto a scaldare la tribuna. Neanche la panchina. Checché ne dica Rodgers, che in settimana aveva rilasciato la più classica delle dichiarazioni di rito – “Mai pensato di cederlo, avremo tanti impegni e tutti torneranno utili” – il rapporto è ormai moribondo e tenerlo in vita artificialmente non avrebbe senso. SuperMario ha aggiunto una tacca alla sua cintura già ricca di fallimenti e, come al solito, ha accettato il suo destino serenamente e senza nemmeno combattere.

Come sempre ha fatto, scapperà e troverà una lista di alibi da spendere e colpevoli su cui scaricare le proprie responsabilità. Raiola gli troverà un’altra squadra e il circo si sposterà altrove. Già, ma dove? A quanto ci risulta l’Inter è molto più che una semplice suggestione di mercato, è un’ipotesi reale sulla quale Mancini sta lavorando alacremente, trovando terreno fertile in società e pure in Balotelli stesso. Lato tifosi, invece, non c’è tutto questo entusiasmo (eufemismo).

Qualora la possibilità assuma realmente i crismi della fattibilità dal punto di vista economico, allora dovrà essere lo stesso Mancio a doverci mettere la faccia per spiegare ai tifosi riluttanti perché mai l’Inter dovrebbe aver bisogno di Balotelli. E potessimo, ci piacerebbe saperlo anche a noi: ammesso anche che SuperMario non sia quello inguardabile di Liverpool, e nemmeno quello irritante ‘ammirato’ in Brasile, e torni invece l’ultima versione decente mostrata di recente, cioè quella del Milan, cosa aggiunge a questa Inter? Quali problemi risolve? E quanti ne aggiunge?

L’Inter ha già un centravanti con le sue caratteristiche: egoista, che non gioca con la squadra ma piuttosto aspetta che la squadra giochi per lui, che fa la fase difensiva quando ne ha voglia e in quella offensiva si limita ad attendere che arrivino palloni in area di rigore. Ma gli devono arrivare addosso, perché altrimenti non fa nemmeno lo sforzo di andare incontro. Nel calcio moderno una squadra fatica a reggerne uno così, figuriamoci due…

Potrebbe essere proprio Balotelli uno dei “due esterni in grado di fare la differenza” richiesti dal Mancio? Volendo, potrebbe, ma Mancini dovrebbe essere molto più convincente di illustri colleghi che già in passato ci hanno provato con risultati tutt’altro che lusinghieri. Perché a Mario piace girare attorno, partire da lontano, pascolare per il campo: pure troppo, come gli rimproveravano continuamente ex allenatori e presidenti (in particolare Berlusconi).

Ma il problema è che in fase di non possesso palla (e pure quando la palla la perde lui) semplicemente esce dalla partita. E’ un giocatore da playstation, nel senso che si ‘accende’ solo se ha il pallone tra i piedi. Al di là delle questioni tecnico-tattiche, e di quelle ambientali (sulle quali non entriamo neanche), uno dei principali difetti che da tempo imputiamo a questa Inter è di essere una squadra anarchica, pregna di buoni giocatori che, però, tendono a giocare singolarmente, a prendere la palla, abbassare la testa e puntare la porta infischiandosene dei compagni. Aggiungerne un altro alla compagnia di certo non aiuta a risolvere il problema. Anzi.

FONTEgoal.com