Austin Mazzarri – la spia che non si trovava

mazzarriNon dite che Mister Mazzarri ha manie di persecuzione. In fondo un po’ di verità c’è tra le sue ultime dichiarazioni: “mi devo guardare da tutti quelli che vengono qui ad Appiano Gentile a spiare gli allenamenti dell’Inter”. Infatti già dai tempi dello Special One gli allenatori nerazzurri hanno dovuto vedersela con giornalisti troppo curiosi in cerca di scoop o che semplicemente volevano sbirciare la formazione ideale. Mancini prima, ma anche Stramaccioni dopo hanno dovuto abbracciare questa caccia allo spie tanto che si iniziò a pensare all’installazione di palloni gonfiabili per impedire la visuale.

Siamo davvero certi che queste famigerate spie vengano sempre da fuori? In casi come le risse in spogliatoio o in questioni riservate, nemmeno i palloni gonfiabili potrebbero bloccare flussi di notizie così forti ed ingestibili.

Il timore non si riduce solamente a giornalisti-spie, ma si allarga anche agli osservatori in cerca di segreti tattici o di carpire qualità nascoste dei giocatori. In ogni caso, non è una preoccupazione solo nerazzurra: anche la Sampdoria, di recente, ha dovuto allontanare un invasore del Genoa che sbirciava gli allenamenti degli avversari; dall’altra sponda del naviglio, sono altresì stanchi di vedere pubblicati scandali sui ritardi di Balotelli e altri: Allegri vuole blindare gli allenamenti!

Più in la, la rabbia di Guardiola che ha letto direttamente sul giornale il modulo che voleva utilizzare contro il Borussia Dortmund! Da che pulpito viene la predica, direte voi; proprio lui che mandava investigatori privati alle calcagna di Piquè, Ronaldinho ed Eto’o.

Duro lavoro quello dell’allenatore che vuole seguito, senza dare notizie. Duro anche il lavoro del giornalista che deve dare la notizia, ma non gli è mai consentito sapere.

 

Stefania Cattaneo