Attacco Inter, la coppia Icardi-Belfodil non convince

Icardi e Belfodil non erano certo due giocatori sui quali puntare a brevissimo termine, quanto piuttosto due arrivi in prospettiva: l’argentino e il francese avrebbero dovuto crescere serenamente all’ombra dei Milito e dei Palacio, chiocce di due giovincelli dai grandissimi mezzi ma ancora un po’ acerbi. Tuttavia, l’Inter sapeva che Milito avrebbe avuto bisogno di tempo per riprendersi dal crack dell’anno scorso e probabilmente anche per questo, fino all’ultimo giorno di mercato, ha provato a cautelarsi con un attaccante di altrettanta esperienza (prima Osvaldo, poi Borriello, Gila e così via).

Voci di mercato alimentate dall’ipotesi che Belfodil, appena arrivato, potesse già rifare le valige. Circostanza smentita fortemente dalla società, ma la sensazione che Mazzarri abbia fatto una relazione non troppo positiva sui due neofiti, resta. Intendiamoci: il tecnico nerazzurro non può non aver confermato che, con la coppia franco-argentina il futuro è assicurato, ma il presente è fatto di un calcio con pressioni elevatissime, in una stagione che viene dopo un’annata disastrosa e con una maglia che, addosso, pesa come un macigno e rischia di affossare gente anche più navigata. D’altronde, era un po’ la considerazione fatta anche a Napoli con Insigne…

Così, contro la Juve, l’Inter dovrà giocarsela con Palacio, che prima punta non è, solo là davanti e, probabilmente, con Alvarez a sostegno. Belfodil e Icardi, per ora, pazientano in panca e Milito, che invece Mazzarri avrebbe volentieri buttato nella mischia, dovrà accontentarsi – se va bene, ma dubitiamo che lo rischi – di uno spezzone di partita se estremamente necessario (i tifosi nerazzurri sono autorizzati agli scongiuri). Palacio in campo, dunque, è panchina ricchissima (e costosissima) con Milito, Belfodil e Icardi.

Comunque, anche se avesse avuto Milito a disposizione, probabilmente Mazzarri se la sarebbe giocata con una punta sola: il Principe, appunto, con Palacio nelle vesti di raccordo col centrocampo. A farne le spese, Alvarez. Questo perché il tecnico ha capito che, almeno in questa fase, la squadra ha bisogno di compattezza, reparti corti e densità in mezzo. Pochi concetti, ma chiari e che non rischiano di confondere giocatori ancora a rischio “bambola” dopo il crollo psicologico e motivazionale dello scorso anno. Una volta recuperata sicurezza e fiducia, si potrà osare. Farlo subito, e per di più contro i Campioni d’Italia, però, sarebbe più folle che coraggioso.

Fonte: goal.com