Atalanta-Inter: chi sono i veri nerazzurri?

L’Atalanta è quella famosa squadra che ai tempi, quando la incontravano, ci veniva incontro con timore, quasi scusandosi di vestire la maglia con gli stessi colori dei molto più forti avversari. Che si giocasse a Milano o a Bergamo poco cambiava. Si chiudevano in difesa e speravano di trovare tra quegli attacchi costanti da parte dell’Inter qualche spiraglio per metter fuori la testa e colpire in contropiede. Più o meno, gli incontri tra le due squadre andavano così.

Da qualche anno le cose tuttavia son cambiate, e anche le cosiddette piccole sono diventate meno rispettose nei confronti delle presunte grandi.

Prova ne sia che poche settimane fa gli atalantini si son permessi di rimandare a casa a mani vuote un Napoli arrivato a Bergamo per risolvere velocemente la pratica e continuare ad inseguire la solita Juventus.

Tornando a noi, che siamo freschi reduci da un bruttissimo sgambetto sardo sul nostro campo, peraltro meritato, andiamo ad analizzare i precedenti coi bergamaschi.

L’ultimo incontro a casa loro, la scorsa stagione, fu un pareggio che potremmo definire…a porte invertite. Il risultato di 1-1 maturò infatti grazie a due autoreti, di Murillo e Toloi. A parte quello, ci ricordiamo di non aver praticamente mai tirato in porta, mentre vi furono parecchie occasioni per l’Atalanta. Soliti lavori straordinari per Handanovic, tra cui una parata clamorosa. Un salto in orizzontale che riuscì miracolosamente a chiudere lo spazio all’avversario, trovatosi tutto solo a due metri dalla porta.

Questa che ricordiamo come una delle più squallide prestazioni interiste, contrasta ampiamente con la bella vittoria dell’anno prima. Un 4-1, dove brillava la doppietta di Guarin assieme alle reti di Shaqiri e Palacio. Una delle rare occasioni in cui l’Inter di Mancini mostrò anche del bel gioco oltre a portare a casa la vittoria.

L’ultima nostra sconfitta risale invece al Novembre 2012. Eravamo ancora esaltati, con la testa che volava alto dopo la gran vittoria a Torino di una settimana prima, ed i bergamaschi ci riportarono bruscamente a terra, battendoci con un emozionante 3-2. Il solito Denis mise a segno una doppietta dopo la rete iniziale di Bonaventura. Per noi ancora Guarin e Palacio resero il passivo meno pesante.

Nella storia dei confronti tra la due squadre nerazzurre, troviamo persino un incrocio in Coppa Uefa.

Ebbene sì. Nel ’91, anno che vide il nostro successo finale in coppa, ci trovammo a giocarci i quarti contro i vicini di casa atalantini. Uno 0-0 sul loro campo fu seguito da una nostra vittoria in casa per 2-0, con marcature di Serena e Matthaeus .

Oggi, se Dio vuole, non ci troveremo di fronte quel Denis che nel passato si rese protagonista di doppiette e triplette ai nostri danni, in partite a dir poco rocambolesche. In compenso, ci sarà un certo Gomez che fa parte della categoria dei “quasi Inter”, ovvero quei giocatori sfuggiti per un niente, che poi vengono rimpianti in quanto rivelatisi di qualità . La lista è lunga, ci sarebbe spazio per un libro, in cui troverebbero posto Tardelli, Platini, Falcao e tanti altri.

Un ex che invece ci sta simpatico più o meno come il fumo negli occhi è l’allenatore Gasperini. Furono forse un calvario per lui quei 90 giorni vissuti in nerazzurro. Ma anche per noi…Insomma, abbiamo avuto il tempo di subire umiliazioni da Novara e Palermo.

Ma lui ogni volta che si tocca l’argomento non perde occasione per vittimizzarsi, sottolineando l’incompetenza di chi lo ha cacciato.

Ci terremmo, sinceramente, a non regalare soddisfazioni a questo signore. E d’altro canto, anche se i risultati ed il gioco non è che ci abbiamo sinora esaltati, ci spiacerebbe se un eventuale risultato negativo dovesse metter fine all’avventura di De Boer. Sarebbe un altro capitolo triste di un altro potenziale libro, intitolato “ I soldi che l’Inter ha buttato negli allenatori”. In questo caso, più che libro si tratterebbe di un enciclopedia con diversi volumi.

Però ora basta pensare ai libri. Già settimana scorsa un libro ha avuto un ruolo nella nostra sconfitta. Andiamo ancora una volta in campo con giocatori superiori a quelli avversari. I veri nerazzurri siamo noi. Niente ci deve disorientare, cerchiamo di giocare a calcio come sappiamo e possiamo.