Assane Gnoukouri, un Vieira ivoriano per l’Inter

Diciotto anni, ivoriano. Gno chi? Gnoukouri, Assane Demoya Gnoukouri . Il nuovo che avanza. Le voci si erano rincorse, ma nessuno ci credeva più di tanto. Eppure Mancini ci ha provato ed è andata bene: esordio da titolare per la prima volta in Serie A, nel Derby, nella gara del rilancio nerazzurro. E’ stato tra i migliori, il classe 1996 dell’ Inter . Uscito tra gli applausi dei 70.000 di San Siro, il centrocampista è oramai parte integrante della prima squadra, tassello importante per il futuro del team meneghino.

DIVO MA NON DIVO – Gnoukouri nasce nel 1996 in quel di Divo, città della Costa d’Avorio. Nello stesso luogo, tre decenni prima, nasceva Youssouf Falikou Fofana, che negli anni ’90 fu sumbolo del battagliero Monaco. Cresce nella sua città col sogno di diventare un giocatore professionista, fino a quando il procuratore Giovanni Damiano Drago non lo nota.

E’ giovanissimo, timido ma brillante. Gioca a centrocampo, ma non è tesserato con nessun club. Drago lo osserva tirare calci su campi di terra battuta, è convinto di poter vedere il ragazzo maturare nei campi del grande calcio. Lo osserva anche il Marsiglia, con il quale supera il provino: non ha però le pratiche per essere tesserato. E così…

L’AVANZATA INTERISTA – Il padre di Gnoukouri lavora da carrellista, prima nel Vicentino e poi a Parma. I rapporti tra le dirigenze dell’Altovicentino e dell’Inter porta il figlio in Italia, per cominciare la propria carriera a Valdagno, vicino a Vicenza, nel 2013. La società nerazzurra osserva la crescita dell’ivoriano e lo porta nella primavera di Vecchi dopo appena una stagione in provincia.

“È uno dei giocatori mentalmente più formati, pensa già da grande” faceva sapere Stefano Vecchi, allenatore dell’Inter Primavera, dopo qualche presenza in maglia meneghina. Un centrocampista dai piedi educati, smistatore di palloni pronto a bloccare l’azione avversaria e farla ripartire. La società conferma quanto visto dal procuratore in Costa d’Avorio: può crescere e bene.

MOVENZE DA VIEIRA – Durante il Torneo di Viareggio Vecchi decide di spostarlo da mezz’ala a schermo davanti alla difesa nerazzurra. Qualcuno ha visto in lui l’obiettivo di calciomercato interista, Yaya Tourè. La somiglianza che balza immediatamente all’occhio è però quella con un altro vecchio rappresentante dell’Inter, ovvero Patrick Vieira.

Quantità, corsa, buon fisico e intelligenza tattica. Mancini, considerando la mediocrità dell’Inter, ha provato e ha avuto ragione: prima ha esordito in Serie A  contro il Verona, giocando i tredici minuti finali, dunque è sceso in campo a San Siro da titolare. Il Derby è stato mediocre, lui ha dimostrato di non avere la minima paura nell’esordire in una gara così, vecchio big match ma comunque ancora dall’aura magica.

ORA CALMA, L’ESSENZIALE – Sparare Gnoukouri in prima pagina però sarebbe controproducente. E’ un giocatore interessante? Sì. Risolve i problemi dell’Inter? No. E’ utile esporlo al pressing mediatico? Assolutamente no. Ha vissuto le difficoltà della vita e per questo motivo non sembra avere paura della pressione, ha un carattere forte come il fratello Gosso, che milita nei Giovanissimi Nazionali dell’Inter.

Ma Gnoukouri ha comunque sempre 18 anni e l’Italia ha più e più volte stroncato sul lascere carriere promettenti causa troppe aspettative, giornaliere, continue, di tifosi e sopratutto, media. Va fatto crescere, utilizzato senza pressione o fretta. Fa parte di una lunga schiera di 18enni in rampa di lancio, che aspettano solo il loro momento. Ma etichettarli come fuoriclasse assoluti e valutarli con cifre abnormi appare semplicemente assurdo.

FONTEgoal.com