Asamoah già pilastro dell’Inter: no a Marotta e scelta precisa di…

“Era uno fra tanti, l’alternativa «conservativa» ad Alex Sandro. Apprezzato dai tecnici, non proprio idolatrato dai tifosi. Ora è l’uomo che ha dato il via alla rimonta, che ha riaperto la storia dell’Inter in Champions”. La Gazzetta dello Sport incensa Kwadwo Asamoah, già divenuto un pilastro della nuova Inter di Spalletti. Suo l’assist lucido per Icardi che ha portato all’1-1, alba della rimonta sul Tottenham. “Martedì notte il ghanese ha fatto scoprire ai suoi nuovi tifosi che intelligenza tattica, esperienza, corsa e affidabilità non sono le uniche doti della casa. Anche a livello tecnico, di cross e di piedi, Asamoah può difendersi ed essere all’altezza di San Siro e della Champions – si legge -. Del resto con 24 presenze (preliminari compresi) Kwadwo è uno degli interisti con più esperienza del torneo, costruita in bianconero. Alla Juve ha giocato sei stagioni, lasciandola dopo aver preferito il triennale da 3 milioni a stagioni all’offerta di rinnovo di Marotta.

A Torino ne guadagnava 2, ma non è stata solo una questione di soldi. Sulla scelta ha pesato, oltre che la possibilità di un nuovo inizio (a 29 anni), anche la volontà sua e della famiglia di non allontanarsi troppo dal triangolo Torino-Milano-Londra su cui si muove per lavoro la moglie. Alla Juve, anche rinnovando, non si sentiva al sicuro da una possibile cessione in futuro, l’Inter lo ha convinto che in nerazzurro sarebbe stato una pedina importante. Per ora è stato così, anche oltre le previsioni. E continuerà a esserlo a Genova: contro la Samp Spalletti avrà più scelte, visto che D’Ambrosio ieri si è allenato regolarmente e Lautaro quasi per intero col gruppo. Ma difficilmente il tecnico farà a meno di Asamoah”.