Antonio (ancora una volta) non si smentisce

Il grande lavoro del tecnico parte dai giocatori

Quando quest’estate venne annunciato Antonio Conte come nuovo tecnico dell’Inter, molti storsero il naso. Il suo passato bianconero, da giocatore e allenatore, era un macigno sulla strada che conduceva Antonio ad Appiano Gentile, nonostante lui in passato si fosse sempre dichiarato un professionista. E ancora una volta, i fatti stanno dando ragione al mister, che sta svolgendo un lavoro validissimo e che soprattutto parte da lontano: dai giocatori, anche quelli che il campo lo vedono con il contagocce.

Da Dimarco a Valero

Federico Dimarco e Borja Valero, i due giocatori sin qui meno impiegati da Conte, hanno accettato con grande professionalità le scelte dell’allenatore, specialmente lo spagnolo, sceso in campo ieri a Praga e autore di una prova convincente. Borja ha lavorato sodo e si è fatto trovare pronto quando è stato necessario, ricevendo peraltro gli elogi di Conte stesso, che ne ha esaltato la caratura professionale. Ma c’è un’altra grande differenza a distanza di una sola stagione, dalla gestione di Luciano Spalletti: il gruppo.

Spremere i singoli

Con il tecnico di Certaldo (e questo fattore ha minato la sua permanenza) c’era un gruppo non amalgamato, dilaniato da rivalità intestine. Antonio ben conscio del problema, ha fatto piazza pulita, e ora si respira più cameratismo tra colleghi. E il merito è proprio di tutto di Conte, allenatore per il quale diversi giocatori hanno espresso parole forti di assoluta stima. E uno dei punti di forza, sul quale ha sempre fatto leva il mister è proprio la capacità di tirare fuori il meglio da ogni calciatore, titolare o meno. Ogni membro della squadra è stato “spremuto” da Antonio, che vuole una formazione di leoni dalla sua parte.

Fiducia e bravura

Non scopriamo certamente oggi le qualità di Conte. Tra Juventus, Nazionale Italiana e Chelsea, ha dato saggio delle sue spiccate doti di comunicatore, spronando ogni volta i suoi a migliorare di partita in partita. E Suning ha deciso di puntare fortemente su di lui, proprio in virtù di queste sue peculiarità. Grazie a una guida come la sua, giovani astri nascenti come Sebastiano Esposito sono pronti a spiccare il volo, ma non come stelle comete, tutt’altro: sono pronte a brillare nel cielo del calcio mondiale.