Andrea Agnelli ha i giorni contati, rivoluzione alla Juventus

“Leggo falsità, non ho mai incontrato boss mafiosi”. Andrea Agnelli si difende così, via Twitter, dall’inchiesta che rischia di travolgerlo. Al presidente della Juventus il procuratore della Figc Pecoraro (martedì ascoltato in audizione dall’Antimafia) contesta i contatti con il boss della ‘ndrangheta Rocco Dominello, legato al clan Pesce-Bellocco, a cui avrebbe ceduto biglietti per lo Juventus Stadium. Dietro, è l’accusa, c’è il business del bagarinaggio che la società bianconera avrebbe ceduto ai boss mafiosi in cambio della “pace” dentro l’impianto sportivo.

La Juventus rischia sanzioni di poche decine di migliaia di euro, ricorda il Fatto quotidiano, ma Agnelli potrebbe dover affrontare l'”inibizione temporanea a svolgere ogni attività in seno alla Figc”. A fronte di una intercettazione dello scorso 4 agosto in cui Agnelli conferma l’incontro con Dominello (ma negando ogni tipo di accordo con lo stesso) con Alessandro D’Angelo, security manager della Juventus, a far rumore è il silenzio di John Elkann, cugino del presidente e soprattutto proprietario via Exor del club. Secondo il Giornale “sembra il remake dell’estate violenta del duemila e sei”.

Dopo Calciopoli, dunque, un altro scandalo giudiziario potrebbe travolgere la dirigenza juventina. Agnelli, nato calcisticamente sulle ceneri di quella brutta vicenda, avrebbe ora “il destino segnato”. Questa inchiesta, spiega ancora il Giornale, “accelera i tempi di un divorzio che si era manifestato con le scelte private famigliari dello stesso Andrea, non del tutto gradite dal presidente di FCA”. A questo punto Elkann avrebbe due soluzioni: vendere la Juve o modificare la dirigenza dando la presidenza a Alessandro Nasi o Lapo Elkann, o a un ex campione e bandiera come Del Piero o a Nedved (scelta alla Boniperti) confermando gli altri membri dell’attuale CdA. Tutto per evitare che a pagare per gli errori del cugino sia tutta la Juve.

FONTEliberoquotidiano.it