Altro che pazza, questa Inter è indifendibile

Era il 29 febbraio 2004 quando al secondo anello in uno spazio della semivuota curvetta arancione comparve uno striscione (divenuto poi famosissimo) che recitava “Non so più come insultarvi”. A 11 anni di distanza quell’epitaffio torna tremendamente di attualità ed è il pensiero della maggior parte dei 28.549 tifosi dell’Inter che sono usciti da San Siro con il morale sotto i tacchi per l’ennesima prestazione da dimenticare e l’ennesima occasione perduta di rilanciarsi in ottica qualificazione all’Europa League.

Sulla carta contro il Cesena penultimo in classifica doveva essere poco più di una sgambata per affinare la mira in vista del Wolfsburg, quando servirà un autentica impresa. Anzi, dopo la prova di ieri sera serve qualcosa di più, il classico aiuto divino, quello che comunemente è chiamato miracolo. Anche il più ottimista dei tifosi non può pensare che questa squadra possa impensierire i tedeschi e possa recuperare l’1-3 dell’andata. Se il piccolo Cesena ha fatto vedere i sorci verdi a Ranocchia e compagni, chissà cosa potrà combinare il secondo club di Germania. Per di più non ci sarà Shaqiri, il giocatore in grado di creare la superiorità numerica, l’unico davvero insostituibile insieme ad Handanovic e Icardi.

Mancini, visibilmente provato a fine gara, fa anche un po’ tenerezza, in primo luogo perché gli si legge in faccia il grande dispiacere e il disagio per la situazione, poi perché continua a difendere una squadra ai limiti dell’indifendibile e nelle sue parole si capisce che le sta provando davvero tutte senza trovare il bandolo della matassa. Contro i romagnoli l’Inter ha regalato l’intero primo tempo, tre giorni prima con il Wolfsburg è partita a razzo per poi rilassarsi dopo il vantaggio e solo una settimana fa è stata in grado di recuperare due goal al San Paolo con un finale tutto cuore.

Una squadra senza continuità, con troppe pause e che commette sempre tanti errori, spesso decisivi. I mali dell’Inter sono ormai cronici, la pazzia è sempre più nel dna di questa squadra e, di questo passo, ad andare fuori di testa saranno anche i tifosi.

La montagna di fischi rivolta ai nerazzurri prima all’intervallo e poi al triplice fischio sono un chiaro indizio di come la pazienza stia per terminare. La sfida di giovedì contro il Wolfsburg rappresenta lo spartiacque: la qualificazione ai quarti darebbe fiducia a tutto l’ambiente e al contempo un senso a questo finale di stagione. In caso di eliminazione, la frattura sarebbe inevitabile e il finale di campionato servirà solo a capire chi merita e chi no di vestire la maglia nerazzurra.

FONTEgoal.com