Alessandro Altobelli, il mitico spillo

Alessandro Altobelli detto Spillo (Sonnino, 28 Novembre 1955)

Nell’estate del 1977, la sede dell’Inter portava la scritta “Lavori in corso”. Era la partenza del piano di ricostruzione di una squadra che si era ormai lasciata alle spalle le vecchie glorie, e puntava sui giovani. Ma quando i tifosi si videro arrivare questo tipo tutto pelle e ossa con una faccia da bamboccione, il pensiero comune fu… ”e questo sarebbe l’attaccante con cui l’Inter dovrebbe tornare a vincere?”. Veniva dal Brescia, in Serie B, dove l’anno prima aveva messo a segno 13 reti.

Parte il campionato, ed il nuovo allenatore Bersellini lo schiera titolare accanto ad Anastasi, mentre Muraro si accomoda in panchina con qualche mugugno. La data è l’11 Settembre, e ben si adatta al disastro dell’Inter che perde in casa con il Bologna per 1-0. Altobelli, che i tifosi delusi già cominciano a definire “cicciobello”, vaga per il campo quasi senza toccare palla. Poi però arriva un cross al centro, lui si eleva in modo incredibile, di testa colpisce il palo, e allora si comincia a sentire qualche ”Ah, però!”.

La Domenica successiva, a Vicenza, mentre il risultato è in parità, ecco un tuffo di testa di Altobelli che questa volta è vincente. Il suo primo gol in Serie A regala anche il primo successo in campionato alla nuova Inter, per 2-1.

La prima rete davanti al proprio pubblico la segna contro la Lazio, con un altro imperioso stacco da terra, ed un colpo di testa imprendibile. Ma i soliti scettici rumoreggiano ”Sì, sarà forte di testa, ma di piede?”. E allora eccoli serviti. La domenica dopo, a Firenze, mentre i difensori avversari temono la sua testa, lui li infila con un bel gol di piede.

Alessandro Spillo Altobelli
Alessandro Spillo Altobelli

Piano piano si guadagna il rispetto di tifosi ed avversari, consapevoli che se lo perdono di vista un momento lui li punisce. Non è più cicciobello, è Spillo!

Nel 1980, grazie anche ai suoi gol, l’Inter vola verso il dodicesimo scudetto, e gli arriva la convocazione in Nazionale. Debutta agli europei, contro il Belgio.

Nel 1982, dopo una stagione poco convincente, sembrerebbe destinato a guardarsi i mondiali di Spagna in TV. Invece, a sorpresa, Bearzot convoca lui e lascia a casa Pruzzo, da due anni capocannoniere in campionato. E a quanto pare, il tecnico non se ne pente, visto che nella finale Spillo gli ricambia la fiducia alla grande, scherzando il portiere avversario e mettendo a segno il terzo gol azzurro.

Un Altobelli più convinto e sempre più leader interista al ritorno dalla Spagna. Segna con continuità nell’Inter e si conquista il posto da titolare in azzurro. Anche quando lo intervistano, non è più quel ragazzino spaurito che farfuglia due parole e poi fugge. Anzi, dimostra di saper farsi valere e parla sempre in modo molto concreto.

Sembrerebbe in ombra, quasi messo da parte, quando il nuovo Presidente Pellegrini annuncia l’acquisto di Rummenigge, il fuoriclasse tedesco che sarà la nuova punta di diamante nerazzurra. Tutto vero, il tedesco è forte, si porta a spasso gli avversari, ma a mettere il sigillo è sempre lui. Nel primo anno assieme a Kalle segna 17 reti, sfruttando gli spazi creati dalla potenza del nuovo compagno d’attacco.

Ai Mondiali dell’86, in Messico, è il leader della Nazionale, rappresentando la sicurezza in attacco. Tutti i gol italiani portano la sua firma. Peccato che la squadra non sia un granchè, in quanto formata da qualche reduce dell’82 ed alcuni giovani ancora acerbi. Perde negli ottavi con la Francia.

Spillo vorrebbe lasciare la Nazionale dopo i Mondiali per vincere ancora con l’Inter, ma il nuovo tecnico Vicini lo convince a rimanere. Ed arriva a giocarsi gli Europei in Germania.

Parte dalla panchina, ma quando c’è bisogno di sbloccare il risultato Vicini lo inserisce togliendo Mancini. Così avviene contro la Spagna, dove entra e favorisce con una finta decisiva lo smarcamento di Vialli per il gol vittoria. E poi contro la Danimarca, quando stabilisce il suo record personale, andando in gol dopo appena 25 secondi dall’entrata in campo e qualificando l’Italia in semifinale. Con questa rete si congeda dalla maglia azzurra, e nel corso dell’estate lascerà anche l’Inter per andare a vestire la maglia bianconera della Juventus.

Da juventino segna qualche rete ma subisce il primo infortunio della carriera, e l’anno successivo va a concludere dignitosamente la carriera a Brescia, la squadra dalla quale il suo percorso calcistico aveva preso il lancio.

Certo, pensando alle sue prime apparizioni, nessuno avrebbe pronosticato tutti quei gol, andando a risultare il secondo marcatore interista di sempre, appena dietro a Meazza. In Coppa Italia, inoltre, rimane il miglior marcatore assoluto.

Con quella sua aria apparentemente distratta, quasi disorientata, diventava invece fatale al momento giusto. Altra particolarità, la compostezza con cui esultava. Mai abbiamo visto da lui gesti plateali, anche dopo reti importantissime e molto belle. Una mano alzata, a ricevere l’abbraccio dei compagni, senza bisogno di togliersi nessuna maglia. Anche questo rimanga da esempio.

Esordio in Serie A : 11/09/1977 , Inter-Bologna
Partite giocate in Serie A : 337
Gol segnati in Serie A: 132
Campione d’Italia: 1980
Esordio in Nazionale: 18 Giugno 1980. Italia-Belgio
Partite giocate in Nazionale: 61
Gol segnati in nazionale: 25
Campione del Mondo: 1982