Addio a Mario Corso, una leggenda nerazzurra

Ci lascia un altro grande protagonista degli anni ’60

Giunge come un fulmine a ciel sereno la notizia della morte di Mario Corso. Di sangue nerazzurro, fu grande protagonista di tutti i memorabili trionfi della ‘Grande Inter’ allenata da Helenio Herrera.

Altri tempi

In un calcio completamente diverso da quello attuale, Mario Corso fu uno dei calciatori italiani più forti che indossarono la casacca nerazzurra. Natio di Verona, approdò in nerazzurro nel 1957 e vi rimase per sedici anni, salutando nel 1973 quando si trasferì al Genoa. In questi lunghi sedici anni, vinse quattro campionati nazionali, due coppe campioni e due coppe intercontinentali. Fu uno dei simboli dell’Inter che fece storia negli anni ’60, nonostante il rapporto con Herrera non fosse esattamente idilliaco. Seppe tuttavia colmare questo con la sua immensa classe.

Il sinistro di Dio

Di carattere schivo, totalizzò 502 presenze con l’Inter, segnando 94 goal, mentre non ebbe altrettanta fortuna in nazionale, ove collezionò soltanto 23 presenze con quattro reti, a causa dell’incompatibilità caratteriali con il ct della selezione azzurra Edmondo Fabbri. Non giocò mai mondiali o europei. Rimase tuttavia nella storia l’intervista del tecnico della nazionale israeliana Gyula Màndi, che dopo una partita contro gli azzurri nell’ottobre 1961 disse:

Siamo stati bravi, ma ci ha battuti il piede sinistro di Dio 

Esteta del calcio

I trionfi ottenuti assieme ad altri grandissimi della storia dell’Inter, quali Mazzola, Facchetti, Burgnich, Sarti, Jair, ne esaltarono le sua grande abilità tecnica, nonostante non fosse tatticamente facile da collocare in campo. Un’altra caratteristica che rese famoso “Mariolino” fu il suo modo di battere le punizioni, ossia con la cosiddetta tecnica della foglia morta. Era solito vestire il numero undici e prediligeva muoversi alle spalle delle punte, anche se gli allenatori lo inquadravano come ala in prevalenza.

Ciao, Mario

Avrebbe compiuto settantanove anni ad agosto, e la notizia della sua scomparsa ha già raggiunto l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti, che lo ha ricordato, parlando dell’adorazione che avevano lui e suo padre nei confronti di Mario Corso. Un simbolo che rimarrà per sempre scolpito nella storia dell’Inter, ricordato da tifosi di tutte le età.