Abete: “Curve chiuse? Tolleranza zero. Giuste sanzione dure”

Giancarlo Abete non tollera le offese razziste negli stadi e allontana così l’ipotesi di un ‘depotenziamento’ delle sanzioni: “Non si può favorire la libertà d’insulto”.

I settori dell’Olimpico chiusi in occasione delle partite della Roma hanno lasciato perplessi molti tifosi. Simbolica l’immagine dei giocatori giallorossi che dopo la vittoria contro la Sampdoria della scorsa domenica hanno effettuato la solita corsa sotto la curva, stavolta vuota.

I motivi per cui la curva è stata chiusa si allacciano ad una questione clou degli ultimi mesi: gli insulti razzisti all’interno degli stadi, compresi quelli concernenti la discriminazione territoriale. A tal proposito, il presidente della Figc, Giancarlo Abete, è chiaro e deciso.

Non accetterebbe un temperamento della regola perché il rischio è quello della china scivolosa. Di trovarsi, cioè, la domenica allo stadio e assistere ad uno sciame di insulti. Intervistato durante l’arrivo della Coppa del Mondo in Campidoglio, il numero uno della Federazione ha dichiarato: “Il cuore del problema sono i comportamenti da tollerare oppure no all’interno di uno stadio: se passasse una dimensione in cui questa realtà venisse depotenziata in termini sanzionatori, assisteremmo tutte le domeniche in tutti gli stadi a una libertà di insulto generalizzata”.

Una modifica della norma non è quindi assolutamente in programma, e, in ogni caso, Abete non sarebbe mai favorevole a tale cambio di rotta: “Non so niente di eventuali cambiamenti, neanche come vicepresidente della Uefa. So invece che c’è una norma a livello europeo che mira a contrastare ogni forma di razzismo. Quella a cui assistiamo è una battaglia per la libertà di insulto, alla quale ovviamente la Federazione non può essere favorevole”.

Fonte: goal.com