In 67 minuti ha convinto tutti: Botta ora merita più spazio.

Domani finalmente si presenterà ufficialmente alla stampa italiana e mostrerà qualche lato di sé ancora oscuro e avvolto da un alone di mistero. Già, perché di Ruben Bottafinora si sa davvero poco, a partire dal momento in cui l’Inter lo ha convinto a firmare un quinquennale per legarsi ai colori nerazzurri, fino al prestito burocraticamente opportuno al Livorno con cui però non ha mai giocato. In mezzo, il gravissimo infortunio al ginocchio sinistro che lo ha costretto a quasi 8 mesi di attesa prima di tornare a disputare un match ufficiale.

Dal suo ritorno in Tim Cup contro l’Udinese, poche ore dopo l’annuncio del club, l’argentino ha dimostrato di essere guarito pur non avendo ancora il ritmo partita e un’autonomia sufficiente a iniziare dal primo minuto. Finora, dai 13 minuti finali di Udine, ha collezionato 4 presenze in campionato per un totale di 54 minuti (6 contro il Chievo, 8 a Genova, 13 contro il Catania e 27 ieri a Torino). Una miseria, abbastanza però per guadagnarsi la conferma durante la sessione invernale di mercato, frutto anche della fiducia che Mazzarri gli ha voluto concedere valutandolo ogni giorno in allenamento ad Appiano.

Il tecnico, oggi sommerso da tante critiche, lo ha spedito in campo sempre nei momenti più delicati, quando c’era da inseguire un risultato in quel momento negativo. Però una parte di quelle critiche riguardano direttamente il numero 20, che secondo una buona parte di tifosi e di organi di informazione meriterebbe più spazio. C’è chi addirittura, pur avendolo visto poco finora, lo vorrebbe in campo dal primo minuto. Nota di merito per Botta, al quale è stata sufficiente poco più di un’ora di impiego per conquistare tutti, compresi i più diffidenti. Non ancora Mazzarri, che per lui finora ha pensato a un impiego part-time, non considerandolo ancora pronto fisicamente per 90 minuti. Un parere che potrebbe essere accantonato di fronte ai risultati negativi e alla necessità dell’Inter di godere di maggiore imprevedibilità in attacco, dove Palacio ha le batterie scariche e Alvarez è in fase di involuzione.

Non solo Hernanes, dunque. A dare una sferzata alla stagione dell’Inter potrebbe essere anche l’ex Tigre, che grazie alla sua rapidità, a un sinistro preciso e alla bravura negli spazi stretti è ad oggi un giocatore unico nella rosa nerazzurra. E poco importa se l’autonomia non gli permetterebbe di restare in campo 90 minuti, magari farlo giocare dall’inizio garantirebbe un approccio più offensivo alla squadra, di cui anche i compagni si gioverebbero. In questo momento bisogna provarle tutte, la stessa intenzione che Mazzarri ha manifestato dopo lo 0-0 contro il Catania.

Ruben Botta è un asso che, dopo essere stato trattenuto a Milano nonostante le numerose richieste, va estratto dalla manica da subito, perché è il momento di svoltare dopo la brutta figura dello Stadium. Impianto dove in 27 minuti il trequartista ha dimostrato di valere la maglia nerazzurra e di stare bene fisicamente. Non è un caso infatti che con il suo ingreesso il baricentro della squadra sia salito e la retroguardia bianconera abbia faticato di più a controllare le iniziative avversarie. Se Mazzarri vorrà riproporre due giocatori dietro la punta, oltre a Hernanes una ventata di aria nuova la può portare colui che è già beniamino dei tifosi, all’affannosa ricerca di un giocatore a cui affidare le proprie speranze di risalita.

Nel 3-4-2-1, l’argentino può rappresentare quell’elemento che agisce tra le linee e crea confusione tra le maglie avversarie. Oppure può essere colui che in un 3-5-1-1 possa fornire assistenza all’attaccante, evitando che resti isolato come troppe volte accaduto a Palacio. La facilità di dribbling e la velocità gli permetterebbero di creare superiorità numerica, o quanto meno di rendere meno prevedibile l’attacco nerazzurro, oggi letteralmente bloccato da ogni avversario che conosce il gioco di Mazzarri. Oltre a Hernanes, dunque, il mercato di gennaio ha portato in dote un altro innesto di qualità, che meriterebbe maggiore spazio. Se riesce a convincere in 10 minuti, figurarsi quello che potrebbe fare partendo dal primo minuto, anche solo per un’ora.

Fonte: fcinter1908.it