6 domande da fare a Mancini

Possono capitare le stagioni sorte, come no, e ne abbiamo sopportate diverse. Non si pretende che tutte le partite vadano per il verso giusto, e nemmeno di vedere sempre il calcio spettacolo. Sappiamo comprendere, noi interisti, quando a volte il Presidente ha pochi soldi da spendere, accontentandoci di non vedere acquistato il fuoriclasse ma al massimo uno o due giocatorelli di rincalzo.

Poi capita però di avere l’impressione di vedere un Presidente disposto a spendere, a fare sacrifici, seguendo le indicazioni di un allenatore considerato competente e vincente. Perchè si era stancato della mediocrità che vedeva in Mazzarri, ed ha pensato bene di mettere al suo posto un allenatore vincente, competente, amato dai tifosi per il suo passato sulla panchina dell’inter. A questo allenatore ha messo davanti un foglio bianco sul quale scrivere una specie di letterina di Babbo Natale, e da subito i regali sono arrivati.

I tifosi hanno accolto con estremo entusiasmo il ritorno di Mancini, ed i nuovi acquisti sono arrivati sorridenti, pieni di buoni propositi, per poi spegnersi piano piano ed allontanarsi mestamente in estate. Si è salvato Brozovic, senza lode e senza infamia.

Ma nessuna accusa è piombata sull’allenatore. Ci mancherebbe, può capitare di puntare sul cavallo sbagliato. Piuttosto, si è subito guardato avanti e pensato a come rinnovare la squadra per renderla competitiva per la nuova stagione, riportandola tra le grandi.

In estate, quasi ogni giorno arrivavano notizie con nuovi colpi dell’Inter. Tanto entusiasmo, fino a  quando si è arrivati al campo.

Gli interisti si sono illusi, o forse meglio hanno voluto illudersi nelle prime giornate, perchè troppa era la voglia di farlo. Dopo tanta tristezza e sofferenza patita gli anni scorsi, vedere una serie di partite vinte non poteva non far emergere certi sentimenti di rivalsa. Entusiasmo ed esaltazione esagerati quindi per le partite vinte di riffa o di raffa contro Atalanta, Carpi, Verona ma detto fra noi….avevamo davvero giocato al calcio?

Ricordiamo un frangente in cui, durante un’intervista dopo partita, il suo ex compagno Gianluca Vialli Le chiese: “Roberto, io non ho ancora ben capito con quale schema intendi giocare”. La sua risposta fu, molto sinceramente, “neanch’io”. Ah bene…

Finita la buona stella che ci aveva aiutato all’inizio, è scesa su di noi la nuvoletta fantozziana, e siamo ripiombati in basso. Lasciando perdere i risultati,ed una classifica che non guardiamo nemmeno più, vorremmo però farle alcune domande molto semplici:

  1. Quale partita di questa stagione si sentirebbe di salvare dal punto di vista del gioco espresso? In altri termini, abbiamo mai giocato a calcio?

2) Dove si sente di dire che si veda la mano dell’allenatore? Ovvero, che cosa ha dato di buono all’Inter, il Mancini di quest’anno?

3) Cos’ha avuto in testa quando ha insistito per portare a Milano Felipe Melo?

4) Quando a stagione ultra avanzata ha indicato Eder come soluzione a tutti i problemi, cosa si aspettava da lui?

5) Come mai alcuni giocatori fortemente voluti da Lei, partiti bene, o benino, sembrano spenti. Spesso sono relegati ad una panchina dalla quale pare che si alzino più stanchi di prima, e senza voglia di incidere sul campo (es. Jovetic, Perisic, Ljajic, Murillo)

6) Una squadra, è risaputo, si costruisce con quei tre-quattro punti fermi che la tengono uniti. Su quali si era basato?

La vedo tentennare, Mister. Se vuole la aiuto, rispondo io per Lei.

1) Nessuna, spiace dirlo. Non abbiamo mai giocato al calcio, mai abbiamo espresso un gioco da Inter. Semmai, abbiamo avuto inizialmente una difesa che pareva solida. E si è perssa pure questa. Perchè?

2) Non si vede nessuna mano dell’allenatore, lo ammetta. Giocassero da soli non andrebbe peggio

3) Difficile rispondere. Capirei se non lo avesse conosciuto. Eppure lo conosceva bene, e ha creduto che potesse essere un uomo squadra. Molto grave, da parte Sua

4) Era ormai sotto stress, non ragionava più, e sentiva il bisogno di fare shopping

5) Vedendo come reagisce male, maleducatamente, anche in TV, probabilmente ha trattato male qualche giocatore, che poi ha voltato le spalle. Succede, ma non ad un grande allenatore.

6) Qui mi riesce difficile rispondere. Sicuramente Handanovic, Miranda, forse Medel. Gli altri continua ad alternarli. Lo scorso anno aveva puntato su Guarin, e lo aveva rivitalizzato non poco. Forse valeva la pena insistere. Come può invece, un Kondogbia che gioca ogni tanto diventare un giocatore di personalità del centrocampo?

Ora, non si creda che questa reazione venga a causa di una sconfitta con la Juventus. Non è la prima e non sarà neanche l’ultima. Viene perchè abbiamo assistito a troppe partite senza veder l’Inter giocare.Niente forza di reagire da parte della squadra. E noi, che siamo degli incazzosi, sanguigni, non abbiamo più nemmeno la forza di arrabbiarci. Questo ci rende tristi.

L’Inter è per noi una donna che abbiamo sempre amato. Ma ora è troppo brutta, troppo fredda, per non farci cadere nell’indifferenza. O quasi.

A nome di tutti i tifosi, non avrei mai pensato di chiederglielo. Se davvero questo è tutto quello che può, per favore, faccia un passo di lato. Dignitosamente.

Altrimenti, potrebbe magari chiedere un consiglio a gente come il vecchio Bagnoli, l’eterno Trapattoni. Non in termini di tattica, ma quanto meno in termini umani. Loro sapevano recuperare giocatori considerati finiti, metterli assieme, farli coesistere, calmare le teste calde. Così 11 giocatori diventavano una squadra.

Ieri, ancora una volta ci eravamo appellati all’orgoglio, chiedendo di tirarlo fuori. Ma da dove tirare fuori orgoglio e attributi, se non ci sono? Bisogna crearli, sta a lei mettere l’anima dentro la squadra.

Ci dica sinceramente, Sig.Mancini, possiamo ancora fidarci di Lei o no?