4-2-3-1 assetto ideale per esprimersi al meglio: Kondogbia come Perisic. E ad Appiano si lavora: i ‘dettagli’ tattici

“Non ho giocato nella mia posizione, ora spero di giocare sempre esterno dove riesco a rendere al meglio”. Parole e musica di Ivan Perisic, che dopo lo 0-0 contro la Juventus ha così spiegato, in poche parole, le sue difficoltà all’inizio dell’esperienza nerazzurra. Il croato, che nasce come esterno offensivo e in nazionale fa solo questo, è stato impiegato da Roberto Mancini come trequartista durante le prime partite, fino alla trasferta di Genova dove ha agito quasi esclusivamente sulla fascia e ha offerto un’ottima prestazione (con gol annesso). Il tecnico ha chiarito il motivo, fino a quando la squadra non fosse stata pronta a reggere un altro modulo avrebbe optato per un affidabile 4-3-1-2 e Perisic, grazie alla sua duttilità, era l’ideale per muoversi dietro le due punte con licenza di allargarsi. Un problema tattico che sembra essersi risolto con l’Inter che sta metabolizzando lo schema più largo, con le ali/attaccanti esterni.

Le parole del croato potrebbero anche essere attribuite, idealmente, a Geoffrey Kondogbia. Il francese, pezzo pregiato del mercato estivo nerazzurro, ha giocato praticamente sempre fino all’esclusione contro la Juventus che ha destato quasi scalpore. Mancini, che ha gettato acqua sul fuoco sostenendo che con tante partite in pochi giorni tutti devono riposare, ha optato per gli affidabili Gary Medel e Felipe Melo a centrocampo, con Marcelo Brozovic più largo. L’ex Monaco è rimasto in panchina fino al 91′ ma ieri contro il Milan al Trofeo Berlusconi ha disputato tutto il primo tempo, mostrando sprazzi del talento che gli viene attribuito. La condizione atletica cresce (va ricordato che la preparazione estiva è stata più dura rispetto ai suoi standard abituali), la conoscenza del calcio italiano va di pari passo ma probabilmente a dargli una mano ieri pomeriggio è stato l’aspetto prettamente tattico: l’allenatore jesino lo ha infatti schierato nei due di centrocampo del 4-4-2 (l’altro è Assane Gnoukouri) con cui l’Inter è scesa in campo. Un ruolo che Kondogbia conosce meglio rispetto a quello di mezzala sinistra in cui è stato utilizzato per gran parte della prima fetta di stagione.

Con il Siviglia (accanto a Medel) e nel Monaco (al fianco di Toulalan), il francese ha sempre avuto un solo collega di reparto e ha imparato a muoversi in determinati spazi e con specifiche modalità. Evidentemente in una posizione più centrale riesce a vedere meglio il campo e a sviluppare il gioco in maniera più ampia, con movimenti puntuali sia in fase difensiva che offensiva. Nulla di strano, nel momento in cui l’Inter ha deciso di investire su di lui era chiaro che sarebbe stato necessario un periodo di adattamento alla nuova realtà di vita e professionale. Ma anche tattica, considerando la provenienza da due campionati in cui questa materia viene trattata piuttosto marginalmente rispetto all’Italia. Nessuna emergenza dunque, anzi. Mancini ha messo in conto qualche problema iniziale e aspetta che Kondogbia maturi ulteriormente per poterlo vedere al massimo. Intanto, il tecnico lavora per rendere più affidabile un modulo in cui, come per Perisic, anche l’ex Monaco possa trovarsi a proprio agio. Inutile nasconderlo, si tratta del 4-2-3-1 che farebbe la gioia di entrambi gli acquisti più costosi della campagna acquisti nerazzurra, oltre che del loro tecnico. Ad Appiano Gentile si continua a lavorare in tal senso, intanto i tifosi possono godersi un gol del top player di casa Inter, proprio contro la squadra che avrebbe voluto soffiarlo ai nerazzurri.