300 milioni per i terreni dell’Expo: Inter lontana, il Milan tentenna sul nuovo stadio

Investimento troppo elevato, a dir poco. 300 milioni per costuire un impianto di proprietà nell’area che ospiterà l’Expo milanese, in quel di Rho. Inter e Milan prendono atto del costo e guardano altrove, impossibilitati a spendere un tale cifra per costuire un nuovo stadio lontano dal glorioso San Siro, leggendario impianto italiano ma di proprietà del Comune.

La Scala del Calcio? Lei, ancora protagonista. Già, perchè sia Inter che Milan stanno pensando semplicemente al restyling di San Siro, con l’occhio sempre attento ad osservare altre zone in cui realizzare il nuovo stadio di proprietà. Una questione che comunque non pare affatto sbloccarsi.

Arexpo S.p.A, tra l’altro, ha pubblicato un secondo avviso “volto all’acquisizione di manifestazioni di interesse finalizzata all’individuazione di soggetti interessati alla realizzazione di un complesso sportivo”. Il Milan ha presentato la manifestazione d’interesse a dicembre, l’Inter ha tempo fino al 30 marzo per informare la società dell’Expo a tal riguardo.

Erick Thohir non ha prioprità di abbandonare San Siro, come evidenziato nelle ultime settimane: l’obiettivo del tycoon indonesiano è quello di rimettere in sesto i conti del club, poi cominciare ad investire in termini di infrastrutture, marchio Inter e calciomercato in entrata.

In passato Adriano Galliani aveva aperto alla possibilità di comprare San Siro per il solo Milan qual ora l’Inter avesse deciso di abbandonare il Meazza: idea a cui ha pensato anche lo stesso Thohir. Patto tra rossoneri e nerazzurri, se uno dei club dovesse avviare il progetto di un nuovo impianto, sarebbe risarcito dall’altro.

L’Inter ha un mese di tempo per presentare ad Arexpo la manifestazione d’interesse, ma difficilmente lo farà. Il Milan ci pensa ma non è convinto del tutto, visto e considerando come i suoli dell’Expo siano in vendita. Ergo, spesa per comprare il terreno e investimento per costruire lo stadio.

Ben più di 300 milioni da sborsare, sopra i 120 con cui la Juventus ha costruito lo Stadium: gli Agnelli infatti, hanno dovuto aprire il portafoglio e mettere sul piatto solo i costi di costruzione, vista la concessione comunale del diritto di superficie per 99 anni.

Per ora solo idee milanesi, bloccate da burocrazia e costi. Stadio di proprietà per far rinascere il calcio italiano? Obiettivo finale, non impossibile ma affatto semplice. All’estero volano, l’Italia burocratica rimane al palo.

Fonte: goal.com