Il quarto e quinto scudetto e la prima coppa Italia (1930-1940)

di Maurizio Pinoli

1930-37 – La bella vittoria nella precedente edizione del neonato torneo Serie A, non aveva portato grandi novità in casa dell’Ambrosiana. Da registrare in quel periodo c’è  anche la nascita del “calciomercato”, grazie all’introduzione delle grandi realtà aziendali nel mondo del pallone. Gli appassionati di questo sport costituivano folle sempre più numerose che garantivano introiti importanti, anche per le grandi industrie. Fu questo periodo probabilmente a rappresentare lo spartiacque per l’evoluzione del calcio da semplice sport a vera e propria realtà economica.

La vittoria dell’edizione 1929/30 della Serie A aveva inoltre spalancato le porte dell’Europa alla formazione nerazzurra di Milano. Infatti era nata una nuova competizione di carattere internazionale di nome Coppa Europail primo passo verso le attuali prestigiose coppe europee.

17 luglio 1938 Coppa Europa Centrale Ambrosiana Inter- Slavia Praga 3-1 Parata del portiere Boksay
17 luglio 1938 Coppa Europa Ambrosiana Inter- Slavia Praga 3-1 Parata del portiere Boksay

Purtroppo però, dopo un buon avvio, l’Ambrosiana uscì ben presto della lotta per il vertice, così come per l’Europa, dove i milanesi dovettero soccombere contro lo Slavia Pragaavversario troppo forte. Come parziale consolazione di quest’annata, che terminò con un quinto posto, fu ancora una volta un grandissimo Giuseppe Meazzache a fine campionato vanterà 24 reti.

Uno dei simboli inattaccabili e più puri della filosofia interista, si era messo in luce nei campionati precedenti. Milanese doc, originario di Porta Vittoria, Il Balilla segnerà in serie A un totale di 278 reti, di cui 247 solo con la casacca nerazzurra. Morirà nel 1979 a 69 anni e verrà sepolto nel Cimitero Monumentale nel Famedio, assieme ai grandi di Milano.

L’annata al di sotto delle aspettative spianò la strada alla Juventus, che proprio nella prima metà degli anni ’30 riuscì a conquistare cinque scudetti consecutivamente.

Alcuni eventi importanti si registrarono in questi anni di transizione.

Il Presidente Ferdinando Pozzani
Il Presidente Ferdinando Pozzani

Innanzitutto la presidenza cambiò ancora. Infatti, dopo il biennio di Oreste Simonotti, nel 1932 a ereditare la poltrona di presidente fu una figura autoritaria, che sarà anche la prima di lungo corso per quel che riguarda la storia nerazzurra: Ferdinando Pozzani.  

Soprannominato “Generale Po” per via del suo carattere austero, cambiò per la terza volta il nome alla società fondata dai quarantatré soci dissidenti del Milan. Divenne così Ambrosiana-Inter.

Questo perché i tifosi, che vedevano la squadra continuavano ad incitarla urlando le parole “FORZA INTER”. Il nuovo presidente, che dal canto suo poteva anche vantare dei buoni rapporti con il fascismo, ottenne di aggiungere il trattino e la parola Inter. Questo succedeva nel dicembre 1932.

Attilio Demaria
Attilio Demaria

Per sopperire alle manchevolezze della squadra, il neo-presidente ingaggiò dei talenti sudamericani come Attilio Demaria, che grazie alle sue prestazioni arriverà ad essere considerato uno tra i più grandi talenti argentini dell’Inter. Anche Arpad Veisz dovette cedere il posto a Istvan Toth. Cambio che non coinciderà con risultati tangibili. Infatti alla fine della stagione, con un altro deludente piazzamento in campionato, l’allenatore di Budapest, che morirà da eroe durante il secondo conflitto mondiale salvando degli ebrei dalla deportazione, dovette fare spazio ancora una volta al suo connazionale Arpad Veisz.  

Partì quindi una notevole campagna di rafforzamento a cominciare dalla porta, dove venne preso Carlo Ceresoli, per poi proseguire con la difesa dove venne prelevato dal Bari il terzino Giuseppe Ballerio, a centrocampo il mediano Egidio Turchi, per poi terminare con il reparto avanzato in cui i dirigenti nerazzurri fecero un tris di attaccanti: Felice Levratto dal GenovaMarcello Mihalic dal Napoli e l’oriundo Francesco Frioneche a causa di un malattia incurabile, morirà nel 1935.

I risultati di questa sontuosa campagna acquisti si videro. Infatti, fu proprio Ambrosiana-Inter l’unica alternativa a una fortissima Juventus. Anche il cammino europeo fu decisamente positivo. Infatti a negare il titolo ai nerazzurri fu la differenza reti nei confronti dell’Austria Vienna. La formazione austriaca si aggiudicò il titolo europeo dopo una sconfitta a Milano per 2-1 e una vittoria per 3-1 in casa.

Meazza saluta il capitano dell'Ungheria Sarosi prima della finale del Campionato del Mondo in Francia, 1938
Meazza saluta il capitano dell’Ungheria Sarosi prima della finale del Campionato del Mondo in Francia, 1938

Negli anni seguenti, in particolare in quello immediatamente successivo alla stagione appena raccontata, debuttò il Campionato Mondiale di calcio, che grazie allo strepitoso contributo di Beppe Meazza Giovanni Ferrarila nazionale italiana vinse.

In questi anni Ambrosiana-Inter fatica molto a trovare continuità nel gioco e nei risultati, e nel 1936, a ereditare il ruolo di dominatrice del campionato della Juventus, fu il Bolognache vincerà quattro scudetti. A guidare i felsinei in questi grandi anni di conquiste, sarà una vecchia conoscenza dei nerazzurri: Arpad Veisz.

1937/38 –Arriviamo in questo modo alla stagione 1937/38, in cui la formazione milanese si aggiudicherà il quarto scudetto della sua storia. A guidare la formazione campione sarà un altro ex giocatore dai trascorsi nerazzurri: Armando Castellazzi.

Ai nastri di partenza, il 12 settembre 1937, tra le favorite ci sono la Juventus, il Bologna e il GenovaLa formazione torinese partirà subito molto forte, ma perderà la vetta della classifica a favore dell’ Ambrosiana-Inter alla 10° giornata, che la manterrà facendo anche incetta di grandi risultati come il tennistico 9-2 rifilato al Bari.

Queste grandi prestazioni non vennero però ripetute nel girone di ritorno, che dopo essere cominciato bene con la goleada alla Lucchese, vide un vertiginoso calo dei nerazzurri. Questa brusca quanto inaspettata flessione diede carburante alle inseguitrici e ne tolse alla formazione nerazzurra di Milano.

Una sconfitta nel derby della Madonnina il 20 febbraio 1938, e con la Juventus a Torino il 13 marzo capovolsero la situazione a favore dei bianconeri, che andarono a vincere contro il Genova. Sembra tutto scritto, ma due inaspettate cadute della formazione torinese a Trieste prima, e in casa con A.C. Liguria dopo, riaprono i giochi.

Peppino Prisco
Peppino Prisco

L’Ambrosiana-Inter si rimette in corsa, e dopo aver battuto la Roma 1-0, all’ultima giornata ha di fronte il Bari, che viene sconfitto. Avviene quindi il sorpasso sulla Juventus. Ad assistere a quella partita ci sarà anche un altro grandissimo personaggio, che scriverà la storia dellFC Internazionalee verrà giustamente omaggiato nell’attuale inno della squadra C’è solo l’Inter: l’avvocato Giuseppe “Peppino” Prisco.

Con la vittoria sul Bari, maturata grazie a due reti del regista con gli occhiali Annibale Frossi, il teorizzatore dello 0-0 come risultato perfetto, i nerazzurri si aggiudicarono lo scudetto. Altri grandi giocatori erano in quella grande formazione. Tra di essi possiamo citare il curioso trio d’attacco Ferrari, Ferraris II Ferrara. Questo naturalmente

Giuseppe Meazza
Giuseppe Meazza

senza dimenticare il grande Giuseppe Meazza che metterà a segno 20 reti in campionato laureandosi ancora una volta capocannoniere, e soprattutto durante i campionati del mondo porterà al trionfo l’Italia per la seconda volta confermandosi un grandissimo campione una volta di più.

1938/39 LA PRIMA COPPA ITALIA

Nel campionato successivo la formazione nerazzurra si classificherà terza, ma vedrà comparire nelle sue bacheche un inedito e importante trofeo: la Coppa Italia. Stagione segnata dal repentino e inaspettato addio di Castellazzi, che venne sostituito dall’austriaco Tony Cargnelli, coincise con il cambio di modulo  a favore del famigerato sistema danubiano. Molti giocatori patirono questo cambiamento, così come Il Balilla cominciò a dare segni di cedimento, e la stagione terminò al terzo posto. Ma a parziale consolazione della perdita del titolo di campione d’Italia, fu la vittoria nella Coppa Nazionale, vinta 2-1 nei confronti del Novara, con le reti di Frossi e Ferraris II. Altro evento accolto in maniera positiva fu il ritorno dal sudamerica del centrocampista Demaria

1939/40- La stagione seguente, quella 1939/40 vede i nerazzurri costretti a rinunciare, per un grave problema di salute, al suo uomo simbolo Giuseppe Meazza. Sarà proprio in questa stagione che verrà dimostrato come i giocatori non fossero abili solo in funzione del loro capitano.

In campionato l’Inter arrivò a contendersi lo scudetto con il mitico Bologna di Puricelli e Biavati. Per decretare il vincitore dell’edizione 1939/40 della Serie A, era necessario lo scontro diretto, che si sarebbe disputato a Milano il 2 giugno 1940. Per la prima volta la partita si sarebbe disputata a San Siro. La ragione di questo spostamento era dovuta alla capienza dell’Arena Goldoni, che non poteva ospitare oltre un certo numero di spettatori, al contrario dello Stadio di San Siro. A vedere quella partita che risultò tiratissima ci furono 35000 spettatori.

Il 10 giugno 1940 l’Italia è in guerra
Il 10 giugno 1940 l’Italia è in guerra

Grazie agli innesti di giovani come Umberto GuarnieriAldo Campatelli, Enrico Candiani  e Attilio Demariai nerazzurri riuscirono a imporsi per 2-0 e a conquistare il loro quinto scudetto.

Sfortunatamente però i festeggiamenti non furono grandiosi per via del clima che si respirava in quel periodo in Italia. Infatti, otto giorni dopo Benito Mussolini da Palazzo Venezia a Roma, annunciava al popolo italiano che era stata presentata la dichiarazione di guerra agli ambasciatori di Francia e Gran Bretagna. L’Italia entrava quindi in guerra a fianco delle potenze dell’asse in un conflitto che si preannunciava ancora più sanguinoso e terrificante del precedente.