La seconda UEFA: il saluto di Zenga e Ferri (1991-1994)

di Maurizio Pinoli

Congedato Trapattoni, il Presidente Pellegrini si mette immediatamente alla ricerca di un degno successore. La scelta finale ricade su un allenatore emergente: Corrado Orrico.

Orrico, un allenatore di talento, è un grande sostenitore del modulo a zona, e tenta di imprimere questo concetto alla sua nuova squadra, ancora radicata sui metodi trapattoniani. Anche per questo motivo, sfortunatamente per il mister toscano e soprattutto per la nostra squadra non andrà affatto bene.

Il calciomercato fornisce alla prima squadra buoni giocatori come Stefano Desideri, Dino Baggio, arrivato nell’ambito dello scambio che fece riaccomodare Trapattoni sulla panchina della Juventus, e Angelo Orlando. Per il resto, salutato qualche giocatore simbolo delle precedenti vittorie, la squadra è inalterata.

La stagione 1991/92 per i nerazzurri sarà da dimenticare, e a gennaio, in concomitanza di una sconfitta patita nei confronti dell’Atalanta, Orrico rassegnerà le dimissioni dal momento che i nerazzurri erano precipitati a nove punti dal Milan capolista.

Merita riconoscimento la professionalità del tecnico toscano che dimettendosi, rinuncia a molti soldi, ma non certo alla propria dignità, ammettendo le sue responsabilità oggettive nel tracollo nerazzurro.

Giuseppe Baresi
Giuseppe Baresi

A Orrico succede una bandiera nerazzurra degli anni ’60, Luisito Suarez, che però non farà meglio del predecessore e per questo motivo i nerazzurri, dal secondo posto della stagione 1990/91, cadranno in picchiata nell’ottavo, venendo di conseguenza esclusi dalle competizioni europee dopo molti anni. Saluta anche il Capitano Giuseppe Baresi dopo 559 presenze. L’ottavo più presente.

Per la stagione successiva, 1992/93, in panchina siede un tecnico serio e preparato quale Osvaldo Bagnoli, che aveva condotto sette anni prima il Verona allo scudetto.

A fare compagnia al nuovo allenatore arrivano Luigi De Agostini, Igor Shalimov, Antonio Manicone, Giuseppe ‘Totò’ Schillaci, Darko Pancev e Ruben Sosa. Grazie a questi innesti intelligenti, e alla sapienza di Bagnoli, i nerazzurri disputano un buon campionato arrivando a insidiare il Milan campione, avanti di soli quattro punti. Il cammino era stato positivo anche grazie alla fruttuosa rincorsa primaverile.

Il popolo nerazzurro si rianima e comincia a ripensare in grande, aiutato anche dall’ennesimo miracolo economico di Pellegrini: il 15 febbraio 1993, alle 16:59 viene annunciato l’acquisto di Wilhelm “Wim” Jonk, regista dell’Ajax. Ma non è (solo) il suo il nome che fa gridare di gioia il popolo nerazzurro. Infatti, ad accompagnare il centrocampista olandese, c’è un connazionale, che in patria, senza tanti giri di parole, definiscono il nuovo Yoann Crujff: Dennis Bergkamp. Nei due olandesi l’Inter vede la via per tornare la grandissima società di un tempo, e i 25 miliardi di lire investiti ne sono la prova concreta.

Dennis Bergkamp alza la Coppa Uefa
Dennis Bergkamp alza la Coppa Uefa

Nonostante la stagione 1993/94 parta bene, ben presto si capisce che sarà un’annata storta, parzialmente riabilitata dalla vittoria in Coppa Uefa. In quest’annata l’Inter rischia addirittura la retrocessione.

Il mancato ambientamento dei due acquisti di spicco, e il gioco che non si vede nemmeno piangendo, sono i due principali ingredienti di un disastro, che per pochissimo non diventa realtà. L’Inter infatti si salva per un punto nel massimo campionato italiano.  E il primo capro espiatorio è Osvaldo Bagnoli.

Al tecnico, artefice del secondo posto l’anno precedente, è fatale la sconfitta alla ventiduesima giornata al Meazza contro la Lazio di Zoff. In vantaggio grazie a un capolavoro del solito Ruben Sosa, i nerazzurri subiscono una rimonta incredibile nei minuti finali, anche se a causa di due errori individuali. Il primo di Battistini che stende Boksic in area, provocando un’evitabile rigore, e il secondo di Walter Zenga, nettamente sorpreso dalla botta, da distanza siderale, di Roberto Di Matteo.

In sostituzione dell’esonerato Bagnoli viene messo a comando della prima squadra l’allenatore della primavera, Giampiero Marini, vincitore di uno scudetto, due Coppe Italia con la maglia dell’Inter e un Mondiale con la nazionale nel 1982. Il distacco finale dal Milan campione sarà di 19 punti, a dimostrazione che probabilmente Bagnoli non era l’unico colpevole.

Di tenore  totalmente diverso è il discorso riguardante la Coppa Uefa, competizione che l’Inter si aggiudicherà nella doppia finale con il sorprendente Casinò Salisburgo.

Durante il percorso eliminatorio i nerazzurri fanno fuori il Rapid Bucarest, l’Apollon Limassol e il Norwich City. Queste tre squadre sotto la guida di Bagnoli, mentre con Marini ai quarti il Borussia Dortmund, con un 1-3 esterno e un 1-2 casalingo, e il sorprendente Cagliari in semifinale.

In questo modo si arriva alla finale con la formazione austriaca, che si conclude con due sfide dal medesimo  punteggio finale. 1-0 a Vienna, con gol di Nicola Berti al 35’ del primo tempo, e 1-0 a Milano con rete di Jonk al 62’. Dennis Bergkamp vince con 8 reti la classifica marcatori, mentre nella gara in terra austriaca i nerazzurri hanno giocato gran parte della partita in dieci per via dell’espulsione di Alessandro Bianchi.

Walter Zenga
Walter Zenga

In quella di ritorno al Meazza, Walter Zenga da dimostrazione di essere ancora uno tra i portieri più forti del mondo, parando l’impossibile e di conseguenza giocando un ruolo determinante nella vittoria finale della sua squadra.

Per lui e Riccardo Ferri sarà il passo d’addio alla casacca nerazzurra. E anche per Ernesto Pellegrini il discorso non è molto differente. La penultima mossa è il passaggio di consegne tra Marini e Ottavio Bianchi, che diventerà il tecnico dell’Inter per la stagione 1994/95. E così ci traghettiamo ai mondiali USA 1994, in cui Nicola Berti giocherà da protagonista, nella finale persa ai rigori dall’Italia contro il Brasile.

Qui sotto le formazioni delle due gare finali

Casino Salisburgo-Inter 0-1

Zenga; Paganin, Orlando; Jonk, Bergomi, Battistini; Bianchi, Manicone, Berti, Bergkamp (89’ Dell’Anno) e Sosa (75’ Ferri)

Inter 1993-1994
Inter 1993-1994

 

Inter-Casino Salisburgo 1-0

Zenga; Paganin, Fontolan (67’ Ferri); Jonk, Bergomi, Battistini; Orlando, Manicone, Berti, Bergkamp (89’ Paganin) e Sosa

 

(1989-1991) | Continua…