La prima Supercoppa Italiana e la prima Coppa Uefa (1989-1991)

di Maurizio Pinoli

La roboante vittoria della Serie A 1988/89 porta grandissimo entusiasmo in casa Inter. Il campionato, passato alla storia per essere uno di quelli più a senso unico, si era concluso con l’abbattimento di un record dopo l’altro, ultimo dei quali il punteggio in classifica. Infatti, i nerazzurri di Giovanni Trapattoni, riescono a raccogliere, con la loro marcia trionfale, 58 dei 68 punti disponibili dal momento che all’epoca in campionato le vittorie fruttavano due punti e non tre. La vittoria in campionato consente inoltre alla formazione nerazzurra di Milano di qualificarsi all’edizione 1989/90 della Coppa Campioni (l’attuale Champions League).

Pare l’inizio di un ciclo vincente per l’Inter, e così infatti sarà, ma non nel modo che i tifosi pensavano. La vittoria dello scudetto fa sì che l’Inter trovi nel tedesco Lothar Matthaus un leader incontrastato. Giocatore indiscutibile in termini di classe e temperamento, era stato uno dei più convincenti del campionato, grazie anche ai gol spesso decisivi.

Jurgen Klinsmann
Jurgen Klinsmann

Per rinforzare la squadra la società è molto attiva sul mercato, e per rimpiazzare il partente Ramon Diaz, altro giocatore determinante per la conquista dello scudetto, si assicura le prestazioni di un altro calciatore tedesco, Jurgen Klinsmann, cannoniere dello Stoccarda, pagando alla società teutonica 2,3 miliardi di lire.

La colonia tedesca in casa interista quindi aumenta con l’attaccante che va ad aggiungersi al già citato Matthaus e ad Andreas Brehme. L’esterno difensivo, il cui arrivo era stato colto un po’ in sordina, si rivelò una pedina fondamentale nello scacchiere di Trapattoni, arrivando a segnare e a far segnare soprattutto Aldo Serena che a fine campionato conterà 22 centri. Per il resto, stessi elementi della stagione precedente.

La prima partita stagionale, il 27 agosto 1989, mette l’Inter di fronte alla neopromossa Cremonese guidata da un grande ex come Tarcisio Burgnich. Il risultato finale dà ragione all’Inter 2-1 con un’autorete di Gualco e un rigore di Brehme. Un successo che fa ben sperare, ma in un attimo la situazione si ribalta.

Infatti dopo la sconfitta alla quarta giornata per mano della Sampdoria (2-0), diretta concorrente nella lotta scudetto, arriva anche la clamorosa capitolazione in Coppa Campioni in Svezia con il Malmoe il 13 settembre. 1-0 il risultato finale, dopo un gol rocambolesco e contestato segnato dalla squadra di casa. Il risultato non sembra impossibile da ribaltare, ma la notizia bomba arriva proprio dal ritorno.

L’Inter viene infatti eliminata dagli svedesi che, dopo aver strappato un preziosissimo 1-0 all’andata, pareggiano al ritorno 1-1 a San Siro. Si chiude quindi prematuramente l’avventura dell’Inter in Coppa, dopo una lunga assenza.

È una mazzata per il morale degli uomini di Trapattoni che, il 22 ottobre 1989 al San Paolo contro il Napoli, vengono sconfitti per 2-0. Diventa quindi evidente, dopo un altro scontro diretto perso, che l’Inter non bisserà il successo del campionato precedente.

Giuseppe Baresi con la Supercoppa italiana 1989
Giuseppe Baresi con la Supercoppa italiana 1989

Tuttavia la formazione ha un sussulto il 29 novembre nel Match valido per l’assegnazione della Supercoppa italiana 1989. Di fronte c’è la Sampdoria di Vialli e Mancini, che da battaglia alla formazione nerazzurra, la quale però, riuscirà a imporsi 2-0 con le reti di Cucchi e Serena. Competizione troppo spesso sottovalutata secondo il Presidente Pellegrini, che ricorda a tutti la strepitosa cavalcata dei suoi l’annata precedente, condizione sine qua non per disputarla.

La marcia discontinua in campionato mette ulteriormente in chiaro che la questione scudetto sarà un faccia a faccia tra Napoli e Milan. Decisivi i passi falsi tra la ventiduesima e la venticinquesima giornata: sconfitta a Torino con la Juventus, pareggio al Meazza con l’Ascoli, all’Olimpico di Roma con i giallorossi e a Bari.

Il Derby di ritorno con il Milan, a poche giornate dal termine della stagione, riserva un’altra piccola soddisfazione al popolo interista, con un perentorio 1-3 come risultato finale per i nerazzurri. In gol vanno Serena con una doppietta e Matthaus su rigore. Di quel derby in particolare verrà ricordato il primo gol di Serena. Dopo appena un minuto, su un lungo rinvio di Riccardo Ferri dalla propria metà campo, l’attaccante nerazzurro svetta al limite dell’area e anticipa la maldestra uscita di Pazzagli.

I motivi di una stagione al di sotto delle aspettative sono il mondiale alle porte e lo sconvolgimento degli equilibri offensivi con Klinsmann troppo simile a Serena per caratteristiche. Infatti i due si “pestarono” i piedi in più occasioni.

Il mondiale restituirà alla formazione meneghina giocatori in dubbie condizioni per motivi diversi: gli italiani frustrati, per aver perso una competizione in cui erano dati per favoriti, mentre i tedeschi euforici, e forse appagati per il trionfo. Si conclude in questo modo la stagione calcistica 1989/90.

L’ultima stagione da allenatore interista di Giovanni Trapattoni sarà avvincente e combattuta, e porterà nelle bacheche nerazzurre un trofeo mai vinto prima: la Coppa UEFA, l’attuale Europa League.

Parte subito fortissimo la formazione interista, guidata da un Klinsmann in grande stato di grazia, che alla prima partita contro il neopromosso Cagliari realizza addirittura una tripletta. Questo accade il 9 settembre 1990. Dieci giorni dopo inizia il cammino in Coppa UEFA contro il Rapid Vienna, squadra contro la quale Trapattoni and Company incassano una sconfitta per 2-1 che verrà poi ribaltata al ritorno con un 3-1 dopo i tempi supplementari.

Sarà proprio il cammino in Coppa a riservare al popolo nerazzurro alcune tra le partite più belle dell’intera stagione. Su tutte il doppio confronto ai sedicesimi di finale con l’Aston Villa, formazione inglese.

Klinsmann Inter-Aston villa
Klinsmann Inter-Aston villa

Infatti, dopo essere usciti sconfitti dal Villa Park il 24 ottobre per 2-0, nel ritorno a S. Siro, il 7 novembre, grazie alle reti di Klinsmann al 7’, Berti al 61’ e Alessandro Bianchi (l’uomo più presente tra le file nerazzurre quella stagione) al 74’, il risultato viene spettacolarmente capovolto.

Bellissime anche le azioni dei tre gol: sul primo, grande scatto di Klinsmann che, su lancio di Sergio Battistini, in condizioni di equilibrio precario riesce a mettere in gol. Da vero e proprio cecchino d’area di rigore il secondo con Nicola Berti che, dopo una punizione di Matthaus, sfrutta a dovere la spizzata di Fausto Pizzi. Pregevole anche il gesto tecnico di Alessandro Bianchi in occasione del terzo gol, quello che da la qualificazione all’Inter. Girata di destro da posizione piuttosto defilata su cross dalla sinistra, ancora di Fausto Pizzi e tutti a casa.

È un periodo ricco di soddisfazioni quello che si vive in casa Inter: infatti, dopo aver battuto il Parma, i nerazzurri si aggiudicano il Derby della Madonnina il 18 novembre. Mattatore è un giocatore che si rivelerà acerrimo nemico dei milanisti: Nicola Berti, che al terzo tentativo, segna a cinque minuti dal termine dopo un preciso cross dalla destra di Klinsmann. Va tutto a gonfie vele quindi, con il sorpasso al Milan e la vetta della classifica in coabitazione con la Sampdoria.

Prosegue il cammino anche in Coppa UEFA, contro i forti serbi del Partizan Belgrado, schiacciati con un perentorio 3-0. In rete vanno il solito Matthaus al 32’, Andrea Mandorlini al 47’ e Alessandro Bianchi al 68’.

Dopo questa partita, c’è un pareggio contro il Bari al San Nicola e un roboante 5-1 in casa del Cesena: è solo un “aperitivo” del vero scontro diretto che avverrà il 30 dicembre a Marassi contro la Sampdoria. Nel mezzo il pareggio con il Partizan, che consente il passaggio ai quarti di finale della Coppa.

Lo scontro diretto del 30 dicembre 1990 vede la formazione doriana imporsi 3-1 su quella nerazzurra, che perde momentaneamente la vetta della classifica, salvo poi riacquisirla in gennaio dopo aver battuto 2-1 il Genoa. Dopo questa vittoria l’Inter si laurea campione d’inverno, e questa previsione fa ben sperare allenatore, società e tifosi. Dopo essersi sbarazzati senza troppi patemi dell’Atalanta, i nerazzurri approdano in semifinale dove se la vedranno con lo Sporting Lisbona. La vittoria contro il Bari riduce a 2 punti il distacco dalla Sampdoria nuovamente capolista, ed è il preludio alla sfida che assegnerà lo scudetto 90/91 che andrà di scena il 5 maggio 1991 al Meazza.

Superato lo Sporting, con il conseguente approdo in finale di Coppa Uefa, l’Inter può completamente concentrarsi sulla sfida scudetto. Sfida dalla quale uscirà però sconfitta per 2-0 e con essa si chiuderà definitivamente la speranza tricolore, così come il gemellaggio tra le due tifoserie. A questo punto gli uomini di Trapattoni, riversano le loro forze verso la finale tutta italiana contro la Roma, che vedrà l’andata al Meazza e il ritorno all’Olimpico.

L’andata si conclude sul 2-0 per i nerazzurri, con le reti di Lothar Matthaus su rigore, e Nicola Berti. Il ritorno invece vede il risultato parzialmente capovolto in favore della formazione capitolina con Rizzitelli. Risultato che non sarà però sufficiente per conquistare il prestigioso trofeo internazionale che andrà invece all’Inter.

Inter Coppa UEFA1990-1991
Inter Coppa UEFA1990-1991

 

Stagione entusiasmante, che ha visto un’appassionante rincorsa in campionato e una strepitosa cavalcata in Coppa Uefa culminata con la vittoria finale. Secondo posto in campionato alle spalle della Sampdoria campione d’Italia. Un regalo d’addio veramente degno da parte di Giovanni Trapattoni, che alla fine della stagione torna a Torino, sponda Juventus. Lothar Matthaus inoltre aveva vinto il pallone d’oro 1990, il sogno di ogni calciatore.

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