Sotto la guida di Alfredo Foni arrivano il sesto e settimo scudetto dell’Inter (1952-1955)

di Maurizio Pinoli

1952/53 SESTO SCUDETTO

Inter 1952-1954
Inter stagione 1952-1954

In questa stagione il tricolore tornerà a stamparsi sul petto delle divise dei giocatori del FC Internazionale.

Alfredo Foni
Alfredo Foni

I nerazzurri, guidati da Alfredo Foni, un tecnico di grande talento, conquisteranno due scudetti nel giro di tre anni, “cosa che a quel tempo sembrava impossibile, la doppia vittoria dell’Inter” Come ricordò l’avvocato Peppino Prisco.

Si deve a questo ex-olimpionico e campione del mondo, l’introduzione di un sistema di gioco che privilegia la fase difensiva anziché la fase offensiva: il catenaccio. La nascita di questo stile di gioco è dovuta alle esigenze che il campo richiedeva.

Dal suo arrivo sulla panchina nerazzurra Alfredo Foni, attuò degli importanti cambiamenti che resero possibile questa rivoluzione calcistica. Innanzitutto, cambiò la posizione di Ivano Blasonreinventandolo libero, mentre Gino Armano divenne terzino destro. Per la prima volta nella storia un giocatore partecipava sia nella fase difensiva che in quella offensiva. In questo modo, la difesa diventò solida e quasi impenetrabile, tant’è che a fine campionato risulterà aver subito solo 24 goal.

Benito Lorenzi
Benito Lorenzi

Se a ciò si aggiunge l’inserimento di acquisti azzeccati come Bruno Mazza, centrocampista di quantità più che di qualità, Fulvio Nesti, altro mastino della difesa, si ottiene una squadra, peraltro molto criticata, che bada soprattutto a chiudere gli spazi e a cercare ripartenze in contropiede. A completare questo innovativo schema c’era il prolifico trio d’attacco Nyers-Skoglund-Lorenzi.

Così, ai nastri di partenza, il 14 settembre 1952, l’Inter partì così messa in campo, e dopo un avvio stentato, presero il comando alla nona giornata, e riuscirono a battere il record di imbattibilità. Infatti per diciannove domeniche consecutive, i nerazzurri non vennero sconfitti.

Lorenzi e Skoglund
Lorenzi e Skoglund

Dopo di che alcuni giocatori iniziarono a mostrare qualche scompenso fisico, ma i cugini del Milan e i bianconeri della Juventus non seppero approfittare di questo calo dei nerazzurri, che andarono così ad aggiudicarsi il sesto scudetto della loro storia.

La formazione campione:

Ghezzi; Blason, Giacomazzi, Neri, Giovannini, Nesti, Armano, Mazza; Lorenzi, Skoglund, Nyers.

1953/54 SETTIMO SCUDETTO

La stagione 1953/54, vista la vittoria nella precedente edizione della serie A, vide la formazione nerazzurra quasi speculare a quella della stagione 1952/53. L’unico addio, peraltro giunto come un fulmine a ciel sereno, fu quello di Nyers, in rotta di collisione con la società. 

Alfredo Foni, consapevole di non poter ripetere gli stessi schemi della stagione precedente, per via delle pesanti critiche subite dalla stampa, optò per il ritorno di un calcio tradizionale ed abbandonò quel sistema di gioco molto efficace ma allo stesso tempo poco spettacolare.

Inter stagione 1952-1954
Inter stagione 1952-1954

Dopo un avvio costellato di alti e bassi, alla vigilia del derby di Milano, Nyers, su richiesta dei tifosi, viene reintegrato in squadra. Sarà una decisione importante, dal momento che grazie al francese il derby verrà vinto 3-0 dai nerazzurri. Il giocatore infatti segnerà addirittura una tripletta.

Altra partita memorabile fu il roboante 6-0 inflitto alla Juventus di Giampiero Boniperti. In questo modo, i nerazzurri si aggiudicarono il loro secondo scudetto consecutivo, che avrebbe potuto essere il secondo di una lunga serie, ma come ricordò Peppino Prisco, accadde qualcosa che turbò gli animi nello spogliatoio.

Infatti, il tecnico nerazzurro Alfredo Foni, grazie ai suoi successi attirò su di se l’attenzione della federazione italiana, che lo volle come allenatore per la nazionale. Foni accettò, ma “secondo me in questo doppio incarico c’è proprio qualcosa che non va, perché si creano tensioni inutili negli spogliatoi e nei rapporti con l’esterno.” Questo sostenne l’avvocato di fede nerazzurra.

La stagione vide l’abbattimento di un altro record: quello delle reti segnate e subite. 67 a 32.

Di seguito la formazione campione:
Ghezzi; Vincenzi, Padulazzi; Neri, Giacomazzi, Nesti; Armano, Mazza, Lorenzi, Fattori, Skoglund.

1954/55

Angelo Moratti
Il presidente Angelo Moratti

Profetiche furono le previsioni Dell’avvocato Prisco. Infatti la stagione successiva, la squadra disputò una stagione piuttosto deludente, che le fece perdere il predominio sul campionato italiano e la relegò all’ottavo posto. Visto questo pessimo risultato, e una serie di problemi di natura personale, Carlo Rinaldo Masseroni, nel maggio 1955 cedette la presidenza al cavaliere del lavoro, nonché grande imprenditore, Angelo Moratti, che ereditò i suoi impegni bancari, specialmente con la Banca Popolare di Novara. Ancora non lo si sapeva, ma all’Inter si stava per aprire il primo uno tra i periodi più vincenti e luminosi della sua grande storia.

 

 

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